Maria Elena Boschi, già Ministra per le riforme costituzionali, è candidata alla Camera con Italia Viva e Azione (Italia sul Serio) in Lazio e Calabria. Al Riformista parla per prima cosa della tragedia delle Marche: l’alluvione e l’esondazione nella zona di Senigallia la turbano profondamente. “Sono turbata, eccome. Voglio indirizzare per prima cosa un pensiero alle famiglie delle vittime e alle comunità che vivono una situazione drammatica. Chiaro è che dobbiamo pensare al dopo. Noi abbiamo pensato sempre a come prevenire queste tragedie”.

Anche quando era a Palazzo Chigi?
Quando abbiamo avuto la responsabilità di governo con Renzi, avevamo istituito un’unità di missione a palazzo Chigi, una task force che avesse poteri speciali proprio per mettere in sicurezza il territorio prima di questi drammatici eventi – Italia sicura, Casa Italia – proprio per contrastare il dissesto idrogeologico.

Gli stanziamenti c’erano, ma sono venuti meno gli strumenti per agire sul territorio?
Abbiamo cercato di semplificare le norme per riuscire a dare una soluzione. È chiaro che in questa legislatura non si è voluto ripristinare quell’unità di missione. Finito il governo Gentiloni quelle task force sono state smantellate, senza volerle più ripristinare.

Sugli italiani piovono sicuramente bollette insostenibili. Altra emergenza.
Siamo in ascolto delle persone. Diciamoci la verità. Se Conte, Salvini e Berlusconi non avessero mandato a casa Draghi, oggi avremmo un governo più forte, nella pienezza dei suoi poteri e capace di dare risposte più efficaci. Purtroppo facciamo i conti con una fine legislatura e un governo che deve portare a termine il suo operato.

Come sul Dl Aiuti, Draghi ha operato fino all’ultimo secondo.
Ha messo in sicurezza un decreto legge che proroga misure importanti di sostegno a imprese e famiglie. Altri 15 mld per famiglie e imprese. Dobbiamo fare però di più, anche in Europa. Chiaro è che avere Draghi che in Europa contratta sul prezzo del gas piuttosto che Salvini e Meloni aiuta.

L’emergenza energetica è strutturale. E allora servono i rigassificatori? Anche se so che non paga sostenerli…
Non so se porta voti ma paga. È un elemento di serietà. Dobbiamo dire sì a quelle opere che servono al Paese. Sì al rigassificatore a Piombino. Sì al termovalorizzatore a Roma. Si a quelle opere che servono a pagare meno le bollette.

Per fortuna c’è almeno la TAP. Che Conte e mezzo Pd non volevano.
Se oggi ci aiuta a evitare un disastro peggiore sul costo delle bollette è perché lo abbiamo voluto contro tutti, contro 5 Stelle, contro pezzi importanti del Pd come Emiliano, contro Meloni, contro Salvini, contro Forza Italia.

La Tap crea un problema agli interessi russi, al loro monopolio sull’energia. Ci sono influenze di Mosca sulla politica italiana?
Ci stiamo interrogando sulle influenze possibili russe sulla politica europea, compresa quella del nostro Paese. A chi dice che in campagna elettorale non sarebbe dovuto venir fuori, dico che proprio in questa fase i cittadini devono sapere se qualche politico non è libero nelle sue scelte.

Però Gabrielli rassicura, non ci sarebbero partiti italiani nel dossier americano.
Al momento pare che non ci siano politici coinvolti, stando a quello che ci dice il governo. Mi dispiace solo che nessuno in questi anni abbia voluto vederci chiaro, a parte noi che abbiamo chiesto una commissione d’inchiesta, sulle influenze straniere che sicuramente ci sono state in altre campagne elettorali.

Anche sul referendum del 2016, quello su cui lei e Renzi perdeste la battaglia?
Primo fra tutti sul referendum costituzionale. Ma diciamoci la verità: Salvini e Conte qualche piacere alla Russia lo fanno gratis. Quindi probabilmente soldi non li hanno avuti.

Giorgia Meloni e il centrodestra vinceranno le elezioni?
Tutti i sondaggi accreditano il centrodestra come vincitore ma noi sappiamo che se il Terzo Polo prende il 10 percento il centrodestra non ha numeri per governare da solo.

Per Enrico Letta il voto utile è Pd o Fdi. Per lei?
Per me sbaglia. Non è una sfida a due. Non siamo in un bipolarismo. Qui c’è una gara a quattro.

Dopo le elezioni, Italia Viva e Azione rimarranno insieme?
Stiamo già dimostrando che lavoriamo bene insieme. Che questo lavoro di squadra funziona bene.

Guardando a grandi riforme di sistema, cosa vi prefiggete di fare?
La nostra idea è che bisogna eleggere un Sindaco d’Italia, gli italiani devono poter eleggere il presidente del Consiglio con una legge che dia stabilità al sistema.

Ph.D. in Dottrine politiche, ha iniziato a scrivere per il Riformista nel 2003. Scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.