Matteo Renzi vede due soli scenari, dopo le elezioni politiche del prossimo 25 settembre. “O governa la Meloni con la destra, o c’è un governo istituzionale con Mario Draghi. Questo però impone che il terzo polo, con Azione e Italia Viva arrivi al 10%”. E anche se nella conferenza stampa di oggi pomeriggio il Presidente del Consiglio uscente abbia chiarito il suo “no” a un bis a Palazzo Chigi, l’ex Presidente del Consiglio e leader di Italia Viva si dice convinto che alle giuste condizioni l’ex Presidente della Banca Centrale Europea accetterebbe un bis.

È però quello che non dice Renzi che preoccupa il mondo della destra. Il direttore del quotidiano Libero Alessandro Sallusti scrive nel suo editoriale in prima pagina di un piano dell’ex Premier. “La cosa gira nell’aria, sarà pure fantapolitica ma per capire di che si tratti c’è un solo modo: seguire Matteo Renzi, fare slalom tra le sue parole, osservare le sue smorfie”. Perché il direttore riconosce che “Renzi è il politico che la sa più lunga di tutti”. Renzi insomma starebbe preparando un “trappolone” alla coalizione che ha dominato i sondaggi.

“C’è da stare in campana”, continua Sallusti che ricorre all’aneddotica. Ha ricordato una cena sul lago di Varese dell’anno scorso, ottobre 2021, quando il leader di Italia Viva confidò che per la Presidenza della Repubblica avrebbe portato avanti la candidatura di Pier Ferdinando Casini. Altrimenti: Sergio Mattarella. E tanti gli risero in faccia. Come non detto Mattarella è stato confermato per un secondo mandato. Sette anni prima lo aveva voluto sempre Renzi al Quirinale, era il 2015. E sempre lui aveva dettato passaggi decisivi dal Conte 1 al Conte 2 e dal Conte bis al governo Draghi.

“Non è detto che andrà come tutti si immaginano – le parole vere o parafrasate che Sallusti attribuisce a Renzi – non dico che il centrodestra perderà le elezioni, no quello proprio non può accadere. Dico che potrebbe non esserci un governo di centrodestra”. Un bluff? O un piano? Sallusti prova a disegnare il “trappolone” del senatore: “Il centrodestra vince le elezioni in modo asimmetrico: tanta Meloni, poco Salvini e poco Berlusconi che si ritrovano nella situazione degli animali feriti nella foresta, cioè più instabili e pericolosi di quelli sani. Fanno il pieno anche i Cinque Stelle al Sud a scapito del Pd, Enrico Letta deve abbassare arie e pretese. Lui Renzi, con Calenda, vanno anche solo benino ma a quel punto diventano il baricentro della sinistra. E allora che accade? Ecco, qui io m fermo, ma non si ferma la fervida fantasia di Renzi che da buon giocatore tiene coperte le ultime mosse”.

Il centrodestra è nettamente in vantaggio in tutti i sondaggi. Non sono mancate però nei giorni scorsi delle distanze – su uno scostamento di bilancio come sulle sanzioni alla Russia – tra la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il segretario della Lega Matteo Salvini. “È qualche giorno che mi sorprendono alcune dichiarazioni di Salvini, e mi sorprende il fatto che a volte sembri più polemico con me che con gli avversari”, ha detto Meloni in un’intervista a La7. Forse questa la crepa che preoccupa il centrodestra e dove ci potrebbe essere spazio di manovra. “Cosa sa Matteo Renzi che a noi oggi sfugge è inutile chiederselo, sa tante cose e comunque quelle importanti non te le dirà mai”.