Altro che cambio di passo, come chiesto dal segretario del Pd Nicola Zingaretti. Per ora la politica del governo Conte su migranti resta ancora a quella dell’esecutivo giallo-verde a trazione leghista. Ieri sera la Capitaneria di porto di Pozzallo, dove la nave Mare Jonio si trovava pronta a partire in missione nel Mediterraneo centrale, ha comunicato il diniego all’imbarco a bordo di due membri, paramedico soccorritore ed esperto di ricerca e soccorso in mare, del rescue team di Mediterranea Saving Humans.

A denunciarlo è l’Ong in una nota, dove sottolinea che “con i provvedimenti adottati, da oggi viene di fatto bloccata l’attività di missione nel Mediterraneo della Mare Jonio, privando il confine acqueo più mortale del mondo di un’altra nave che, in quasi due anni, ha portato in salvo sbarcandole in porti sicuri europei 374 persone tra donne, uomini e bambini, il cui destino sarebbe stato invece la morte per affogamento o la deportazione in Libia”.

“È questo solo l’ultimo atto di uno stillicidio di provvedimenti adottati da diverse autorità – sottolinea Mediterranea Saving Humans – da quando, nel maggio scorso, la Mare Jonio ha ripreso la sua attività in mare dopo la forzata sospensione dovuta al lockdown. Dalla partenza il 9 giugno scorso dal porto di Trapani la nave di Mediterranea è stata raggiunta da ben quattro diffide al comandante e all’armatore a ‘preordinare le attività del predetto rimorchiatore all’esecuzione di operazioni di salvataggio in modo stabile e organizzato’. Alla minaccia di conseguenze penali, contenuta nelle diffide, ha fatto seguito l’apertura di due procedimenti giudiziari presso la Procura della Repubblica di Ragusa a carico dei nostri comandanti e armatori, accusati di ‘non aver ottemperato alle prescrizioni delle autorità’ in occasione del salvataggio di 67 persone del 19 giugno scorso e dello sbarco delle 27 persone soccorse a bordo della nave mercantile Maersk Etienne il 12 settembre. Si tratta, evidentemente, di una mirata persecuzione amministrativa e giudiziaria che nasce da una precisa volontà politica del governo, contiene un messaggio chiaro e terribile e ha un altrettanto micidiale obiettivo”.

“Come avvenuto con il fermo amministrativo delle altre navi e degli aerei della società civile europea – rimarca Mediterranea Saving Humans -, il messaggio del governo è ‘Vietato soccorrere’ vite umane che si trovano in pericolo in mare. L’obiettivo del governo è ostacolare e impedire di fatto la presenza in mare di tutte le organizzazioni civili che operano missioni di osservazione, monitoraggio e soccorso: vogliono togliere di mezzo dal Mediterraneo i testimoni scomodi delle quotidiane violazioni dei diritti umani che avvengono grazie alle politiche e ai finanziamenti dei governi europei. Ma noi non intendiamo arrenderci alla disumanità e al cinismo di queste scelte politiche: i nostri legali sono già al lavoro per ricorrere contro provvedimenti arbitrari e illegittimi che hanno colpito la Mare Jonio e, grazie alle migliaia di cittadine e cittadini che ci sostengono, faremo il possibile per tornare presto in mare insieme alle altre navi e aerei della Civil Fleet europea”.

Durissimo il commento del deputato del Pd Matteo Orfini su Facebook: “Ieri giustamente (e finalmente) Nicola Zingaretti ha chiesto con forza di superare i decreti sicurezza. Oggi il governo impedisce alla #marejonio di @RescueMed di imbarcare il personale di salvataggio. Ennesimo atto di boicottaggio a chi salva vite. È uno scherzo? Ora basta, davvero”.