Il suo nome è già noto alle cronache politiche per posizioni ‘borderline’ su questioni come lo stato (inesistente) della democrazia nella Bielorussia di Lukashenko o nel Venezuela di Maduro.

Ma Vito Petrocelli, presidente pentastellato della commissione esteri del Senato, aggiunge al suo curriculum anche una posizione scomoda sul regime cinese di Xi Jinping e sulla persecuzione degli Uiguri nella regione dello Xinjiang.

Petrocelli condivide “gli obiettivi” e aggiunge la “mia firma a sostegno dell’iniziativa” portata avanti dal centro studi CeSEM, Centro Studi Eurasia-Mediterraneo, che ha realizzato un rapporto chiamato “Capire la complessità, costruire la pace”.

Già, ma cosa dice questo rapporto? Di fatto la repressione cinese degli Uiguri sparisce del tutto, nonostante sia stata dimostrata da molteplice inchieste internazionali, facendo spazio a “presunte repressioni” che sarebbero state ingigantite dalla stampa occidentale. La situazione sociale e politica nella Xinjiang sarebbe infatti  “più complessa del sensazionalismo della stampa generalista occidentale”.

I campi di detenzione dove un milione di Uiguri sono stati rinchiusi, secondo il CeSEM sarebbero solo “luoghi di reclusione e de-radicalizzazione per uomini e donne affiliati a gruppi terroristici”.

Nell’introduzione del rapporto si legge di “campagne anticinesi, altamente politicizzate” sullo Xinjiang, “riportando il più delle volte informazioni totalmente infondate, non verificabili o false e generando, su queste basi, una guerra delle sanzioni e gravi danni alle relazioni internazionali”.

A sostegno di queste tesi c’è anche un racconto di una famiglia locale che nega che i parenti siano rinchiusi in carcere, anzi, “invita la nonna a vedere con i suoi occhi come è diventato bello e vivibile lo Xinjiang che ha lasciato molto tempo fa”. Peccato che la fonte sia il Global Times, giornale ufficiale del Partito comunista cinese, non esattamente garanzia di imparzialità.

Il rapporto del CeSEM è anche promosso sul blog di Beppe Grillo. Il fondatore e garante del Movimento 5 Stelle non è nuovo a posizioni pro-cinesi: sul suo sito hanno spesso trovato spazio gli interventi di Fabio Massimo Parenti, professore alla China Foreign Affairs University di Pechino e firma del Global Times, noto per le sue posizioni a difesa del regime cinese proprio sugli Uiguri anche dal blog di Grillo.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia