Il deputato dei Cinque stelle, Manuel Tuzi, ieri ha fornito una interpretazione genuina per incitare a votare sì al taglio dei parlamentari: «È ovvio – ha ammonito su Sky – che anche riducendo per esempio il numero dei parlamentari, secondo me una cosa importante che va detta, anche sui fenomeni di corruzione, è ovvio che un Parlamento ridotto in termini di numeri è anche un Parlamento che può essere controllato meglio, perché maggiore è il numero dei parlamentari, maggiore è il numero di persone che possono essere potenzialmente corrotte».

Come a dire che siccome i parlamentari sono tutti corrotti, se li tagliamo otterremo l’effetto di ridurre la corruzione. Ma la voce del sen fuggita non è stata l’unica a rinfocolare le polemiche. Dopo la forzatura del taglio dei parlamentari, che ha piegato il Pd, il Movimento rilancia un’altra battaglia per tentare di mettere nell’angolo i dem. Il mirino è puntato stavolta M5s sulla richiesta di prevedere le preferenze nel Germanicum al posto dei listini bloccati, richiesta che incontra la freddezza del Pd timoroso che affrontare temi non ancora condivisi possa mettere in discussione l’approvazione del testo base, martedì prossimo in Commissione Affari costituzionali della Camera.

Di certo ora “serietà e trasparenza” sono più che mai necessarie, scrive su Fb Luigi Di Maio che ribadisce le ragioni del Sì al referendum sul taglio degli eletti. Ad anticipare le intenzioni dei pentastellati sul ritorno alle preferenze è stato Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e presentatore lo scorso gennaio del Germanicum, il testo su cui si accordarono allora i partiti ma su cui oggi Italia Viva esprime riserve. «Volutamente il testo base a mia firma che voteremo martedì prossimo – ha ricordato Brescia – non affronta il tema delle preferenze» Era negli accordi di maggioranza rimettere ogni decisione al dibattito in commissione. Per noi devono essere i cittadini a scegliere chi mandare in Parlamento e non le segreterie di partito. L’abbiamo gia’ detto nei primi incontri di maggioranza e torneremo a ripeterlo per arrivare a una legge elettorale che sia nell’interesse dei cittadini e non dei partiti”.