Catalogato inizialmente come un decesso per cause naturali, ora la Procura di Roma dopo la segnalazione della Garante dei detenuti del Campidoglio Gabriella Stramaccioni vuole vederci chiaro, aprendo una inchiesta. È un giallo infatti la morte avvenuta il 16 agosto scorso di Carmine Garofalo, detenuto 49enne trovato senza vita nella sua cella numero 24 del carcere di Regina Coeli.

Nell’istituto di reclusione per scontare una condanna per tentato omicidio e tentata rapina, Garofalo sarebbe stato ucciso dal suo compagno di cella. A lanciare l’accusa, scrive oggi Il Messaggero di Roma, sono stati due detenuti che avrebbero assistito alla scena.

L’altro detenuto infatti avrebbe preso alle spalle Garofalo e soffocato con un braccio intorno al collo fino alla morte. Non solo: i vicini di cella hanno anche denunciato che l’uomo, all’arrivo degli agenti della polizia penitenziaria, si sarebbe infilato nel suo letto facendo finta di dormire.

Eppure la situazione all’interno della cella 24 di Regina Coeli era da tempo sotto osservazione. Secondo i due detenuti che di fatto hanno permesso l’apertura di una inchiesta giudiziaria, il compagno di cella di Garofalo era un detenuto pericoloso con problemi psichiatrici, che in passato avrebbe tentato di uccidere il suo precedente compagno di ‘stanza’.

Alla Garante dei detenuti, che ha ricevuto la segnalazione una decina di giorni dopo la morte di Garofalo, era stato invece data come “versione ufficiale” il decesso come conseguenza di una caduta accidentale, a causa della quale il 49enne avrebbe sbattuto la testa a terra, scrive Il Messaggero.

Ma la situazione nella cella 24, come dicevamo, era da tempo diventata problematica. Il quotidiano romano evidenzia come sul comportamento carcerario di Carmine Garofalo ci sono sei segnalazioni che vanno dagli ultimi giorni di luglio fino a poco prima del decesso, che potrebbero finire agli atti del fascicolo aperto dalla Procura capitolina: in particolare vi sarebbero atti di autolesionismo, proteste e soprattutto risse col compagno di cella, tirato in ballo come autore del delitto dagli altri detenuti.

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Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.