sL’ultima follia di questa estate appena iniziata arriva da Bacoli, dove i gestori dei lidi privati avrebbero perquisito i bagnanti per assicurarsi che non portassero da casa neanche una bottiglina d’acqua, così da spendere più denaro all’interno dello stabilimento. Niente acqua e cibo da casa. A questo si aggiunge che sul litorale flegreo come in tutte le spiagge del nostro territorio, i gestori non consentono ai cittadini, se non previo pagamento di un biglietto, di raggiungere la battigia per fare il bagno. La legge dice tutt’altro. Sono solo alcune delle tante storture che fanno capo alla nostra legislazione in materia di spiagge libere, concessioni, lidi privati e diritti dei cittadini.

Il sindaco di Bacoli Josi Della Ragione ha perso la pazienza e ha usato parole durissimi nei confronti di quegli imprenditori che non rispettano le regole e fanno come vogliono. «Trovo intollerabile perquisire, all’ingresso dei lidi balneari, le borse frigo delle famiglie per impedire l’accesso ai lettini di panini preparati da casa – ha tuonato il primo cittadino – Questi scempi devono finire. Sono comportamenti che offendono la nostra terra, la nostra comunità. E che danno il segnale di una convinzione, errata. Sia chiaro – aggiunge – chi gestisce uno stabilimento balneare non è il padrone. Non è proprietario di nulla. È il concessionario di un bene demaniale. Sia chiaro, lo ripeto meglio. Non è il padrone di nulla. Ma gestisce un patrimonio pubblico, per un tempo. Perché la spiaggia è di tutti. Perché il mare è di tutti». Sì, perché chi prende in gestione una spiaggia non è che compra quel tratto di costa, semplicemente decide di gestirlo. E deve farlo rispettando la legge. Anche perché prendono in concessione un tratto di costa a prezzi stracciati, rivendendolo poi alla cittadinanza a caro prezzo.

Stando ai dati messi a disposizione dal ministero dei Trasporti e aggregati da Lavoce.info, infatti, delle 13mila concessioni balneari per uso turistico ricreativo di cui sono disponibili dati, solo 3.157 prevedono un canone annuo superiore ai 5mila euro. Pagano meno di mille euro quasi il 40% dei lidi, ovvero 5.271 stabilimenti, e 312 di essi deve allo Stato meno di 100 euro. Il costo medio di locazione è 5.180 euro, ma più della metà delle concessioni prevede una cifra inferiore a 2.000 euro (la mediana è 1.720 euro). «Ho profondo rispetto per quegli imprenditori che – chiarisce Della Ragionecon passione e nel rispetto delle regole, investono sui beni demaniali. Per chi li valorizza. Ho rispetto per chi paga le tasse. Ho rispetto per chi garantisce contratti regolari ai lavoratori. Ho rispetto per chi assicura la tutela dei più basilari diritti dei bagnanti. Per loro, e ne conosco tanti, tutta la mia stima. Perché fare l’imprenditore – sottolinea – soprattutto in questi tempi, non è semplice. Perché continueremo ad accogliere a braccia parte tutti coloro che vogliono investire nella nostra città, rispettando il paradiso in cui si trovano».

Durissimo, invece, contro quegli imprenditori che comprano la spiaggia a quattro soldi. «Poi esiste chi tratta i lavoratori come schiavi. Chi li umilia, chi li sottopaga. Poi esiste chi incassa, senza pagare i tributi locali – afferma il sindaco – E chi è giunto al punto da sentirsi proprietario. Tanto da arrogarsi il diritto di vietare l’ingresso in spiaggia di una bottiglia d’acqua. Con tanto di perquisizioni all’ingresso. È paradossale. Questa categoria di prenditori di beni pubblici non è gradita a Bacoli. Dovete togliere il disturbo. Siete la rovina della nostra terra. E non ci interessano i vostri piaceri. Non ci interessano i vostri voti». Parole durissime, che si spera trovino posto in questo mare di anarchia.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.