Una parte del centrosinistra a Napoli è pronto all’accordo con il Movimento 5 Stelle per il candidato sindaco e la scelta potrebbe ricadere sull’esponente grillino e presidente della Camera Roberto Fico o sull’ex ministro dell’Università Gaetano Manfredi. Il presidente del Partito democratico metropolitano Paolo Mancuso, in un’intervista al Mattino, esclude che si andrà alle primarie e dà per scontata l’alleanza Pd-M5S, definendo le notizie su veti e opposizioni a tale accordo come «cose che leggiamo più da battute sui giornali che dalle nostre riunioni». Un’alleanza, invece, tutt’altro che scontata, anzi da evitare secondo Giulio Di Donato, ex storico leader del Psi e attuale presidente di Riformismoggi.

Anima dell’area riformista, Di Donato è sostenitore del polo liberal riformista a cui a Napoli hanno aderito Italia Viva, +Europa, Amici dell’Avanti!, Noi Campani, Liberaldemocratici, polo favorevole alle primarie o a un’eventuale candidatura a sindaco del deputato Gennaro Migliore. «I contenuti dell’intervista di Mancuso sono padronali e confermano la doppia vocazione del Pd che è egemonica nei confronti del riformismo ed è gregaria nei confronti del grillismo – afferma Di Donato – Mancuso ripropone la linea D’Alema-Bettini-Conte che a Napoli sarebbe fatale perché renderebbe la città un laboratorio di un neosinistrismo di stampo assistenzialistico e rivendicativo che confermerebbe il declino e l’isolamento della città». All’interno del Pd, l’idea di un asse con il M5S non ha finora convinto il presidente della Regione: «Mi auguro – aggiunge Di Donato – che Vincenzo De Luca non capitoli ora perché è in gioco il governo della città capoluogo,  una partita molto importante».

L’area riformista non vuole un governo cittadino in qualche modo legato a posizioni più populistiche e giustizialistiche. «Le condizioni della città sono tragiche sia da un punto di vista economico sia dal punto di vista della criminalità che imperversa, senza parlare dell’impostazione generale di quest’area Pd-5Stelle che copre la crisi che si sta manifestando sui vertici della magistratura italiana, o cerca di coprirla, boicottando la Commissione d’inchiesta parlamentare, operando una copertura politica e impedendo quindi che si arrivi alla verità». Lo scivolamento del Pd su posizioni grilline è visto con preoccupazione. «Un Pd che si allea con Grillo, a mio parere, non può pensare di assorbire e farsi aiutare dall’area riformista che invece – spiega Di Donato – punta a una svolta pragmatica e manageriale per Napoli. Perché, in questi venti ultimi anni, la città, sotto la guida prima del Pd a guida ex Pci e poi soprattutto a guida Luigi de Magistris, ha accumulato debiti, disoccupazione, miseria, criminalità. Questi venti anni – tuona l’ex leader socialista, deputato per tre legislature – rappresentano un fallimento clamoroso della sinistra, sia di quella a trazione Pd sia della sua variante arancione».

Il prossimo futuro è una sfida cruciale. «Napoli deve rientrare nel circuito economico nazionale che, tra l’altro, sta per partire sotto la spinta del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Se si sbaglia adesso – sostiene Di Donato – la città precipiterà nell’abisso sul bordo del quale è già abbastanza avviata». «Non si può andare avanti con bonus e sussidi», aggiunge facendo riferimento ai conti in rosso nel bilancio comunale e ai dati su disoccupazione e crisi sociale ed economica. «Bisogna lasciare spazio a una posizione politica moderna, riformista, realistica, che riporti Napoli nel rapporto positivo con la Regione e soprattutto con il Governo per ottenere quello che è necessario per andare avanti ma nella direzione non più di un assistenzialismo clientelare, come vorrebbero i Cinque Stelle che sono nati sul reddito di cittadinanza, ma di una ripresa che consenta posti di lavoro veri, investimenti produttivi. Non si può continuare a giocare la partita sul piano ideologico – sostiene Di Donato – Bisogna badare agli interessi reali della città e per questo serve personale politico capace, all’altezza, in linea con le esigenze della città». «Napoli – conclude – deve assolutamente riprendere il proprio cammino e rientrare nel meccanismo nazionale dell’economia e della ripresa nazionale, pena la decadenza definitiva».

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).