Per tre giorni Roma torna ad essere Caput mundi. Una Capitale super blindata – quasi 6mila gli agenti impiegati, scuole chiuse dalle 16 di ieri, come diverse fermate della metropolitana – ha accolto i Grandi della Terra per il G20 dei capi di Stato e di Governo che inizierà ufficialmente stasera con una cena ufficiale e si concluderà domani alla Nuvola di Fuksas all’Eur, da l’altro ieri in una bolla di sicurezza. Protagonista assoluto della vigilia è stato Joe Biden.

Affiancato dalla partecipe consorte Jill, accompagnato da una delegazione monstre e da oltre cinquanta vetture corazzate, il presidente Usa ha iniziato la sua intensa giornata romana in Vaticano, per poi spostarsi al Quirinale e successivamente a Palazzo Chigi, per concludere l’impegnativo tour diplomatico a Villa Bonaparte, sede dell’Ambasciata di Francia presso lo Stato del Vaticano, dove ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron. S’inizia oltre Tevere. È stato particolarmente lungo il colloquio tra Papa Francesco e il capo della Casa Bianca: 90 minuti. A voler stendere una classifica, è il più lungo colloquio tra un pontefice e gli ultimi presidenti americani. Biden è il secondo presidente cattolico della storia degli Stati Uniti dopo John Fitzgerald Kennedy, sessant’anni fa. Una fede “sentita” al punto da definirla «un importante sostegno per superare i gravi lutti subiti nel corso della vita». «Grazie tante. È bello tornare qui»: sono state le prime che Biden ha pronunciato entrando in Vaticano, nel Cortile di San Damaso, accolto dagli officiali prima dell’ingresso nel Palazzo apostolico dove ha successivamente incontrato Papa Francesco. Il presidente Usa scendendo dall’auto presidenziale, ha tolto la mascherina che indossava e, con grandi sorrisi, ha stretto la mano a tutti i presenti. Poi a uno degli officiali che stava salutando la first lady, si è presentato scherzando: «Sono il marito di Jill».

L’incontro tra il presidente americano Joe Biden e papa Francesco «è stato molto caloroso». Lo ha riferito un funzionario della Casa Bianca. «Ci sono state risate e un chiaro rapporto tra il presidente Biden e papa Francesco», ha aggiunto. «Lei è il più grande combattente per la pace che abbia mai conosciuto». Così Biden a papa Francesco nel loro lungo incontro al Vaticano, secondo quanto riportato dalla Cnn. Il presidente ha donato al Pontefice una moneta con il sigillo degli Usa su un lato e dall’altro quello del Delaware, lo stato di cui Beau Biden, il primogenito morto di cancro a 49 anni, era stato governatore. «Mio figlio avrebbe voluto che lei avesse questa moneta», ha detto Biden e ha aggiunto scherzando: «La tradizione vuole che se al nostro prossimo incontro non l’avrà, dovrà pagare da bere». Francesco ha riso alla battuta del presidente.

«Nel corso dei cordiali colloqui ci si soffermati sul comune impegno nella protezione e nella cura del pianeta – informa la Santa Sede -, sulla situazione sanitaria e la lotta contro la pandemia di Covid-19, nonché sul tema dei rifugiati e dell’assistenza ai migranti. Non si è mancato di fare riferimento anche alla tutela dei diritti umani, incluso il diritto alla libertà religiosa e di coscienza». E caratterizzati da grande cordialità e “vicinanza di vedute” sono stati anche gli incontri che Biden ha avuto con il suo omologo italiano, Sergio Mattarella – 45 minuti la durata – e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, con cui si è intrattenuto a colloquio per un’ora. Biden durante il suo colloquio con Mattarella, a quanto si è appreso, ha riconosciuto “l’ottimo lavoro” fatto dall’Italia sui vaccini, e ha ricordato, che gli Stati Uniti condividono la necessità di vaccinare i Paesi più fragili senza distinguere tra Paesi alleati e no. Il presidente americano Joe Biden ha ribadito al presidente Sergio Mattarella come l’America sia “tornata” e che oggi, accanto all’Alleanza atlantica, perno fondamentale della politica Usa, ci siano per Washington i rapporti con la Ue.

Mattarella, si è appreso da fonti del Quirinale, lo ha ringraziato per questa sua particolare sensibilità. Mattarella, parlando dei cambiamenti climatici – tema caldissimo del G20 di Roma e del COP 26 che inizierà lunedì prossimo a Glasgow – ha detto al presidente Biden che la questione non può esaurirsi nel coinvolgimento dei Paesi occidentali ma che occorre sostenere con forza l’impegno dei leader dei Paesi asiatici e dei Paesi africani. Questi ultimi, in particolare, sono quelli che pagano il prezzo più alto dei cambiamenti climatici. Biden ha da parte sua notato – si è appreso -come sia positivo che le tendenze negazioniste sul cambiamento climatico siano in diminuzione. Grande sintonia anche con Draghi. Il colloquio tra Mario Draghi e Joe Biden «si è incentrato sull’eccellente cooperazione fra la presidenza italiana del G20 e gli Usa nella gestione delle più importanti sfide globali: la lotta alla pandemia, il contrasto ai cambiamenti climatici, il rilancio dell’economia, il rafforzamento del sistema multilaterale basato sulle regole». A renderlo noto è stato Palazzo Chigi.

Quanto al G20, solo in modalità video si manifesterà la presenza-assenza del presidente cinese Xi Jinping e di quello russo, Vladimir Putin. E in modalità video sarà anche la partecipazione di Vladimir Putin. Assenze che pesano perché, come ricorda l’ex premier italiano, Romano Prodi, «negli incontri internazionali la presenza fisica è vitale, 2/3 delle cose si svolgono nel corridoio, la politica è fatta di cose così, di guardarsi negli occhi».

Esperto di Medio Oriente e Islam segue da un quarto di secolo la politica estera italiana e in particolare tutte le vicende riguardanti il Medio Oriente.