Cosa fare per l’elezione del nuovo capo dello Stato di fronte all’impennata di nuovi casi di Coronavirus? Un problema che si pone non solo di fronte al rischio di assenze in Aula per casi di positività, basti pensare ai tre ministri risultati positivi al tampone (Vittorio Colao, Federico D’Incà e Luigi Di Maio, quest’ultimo già negativizzato), ma anche ai grandi elettori No Vax.

Il 24 gennaio prossimo, come noto, saranno 1008 i grandi elettori chiamati a votare il successore di Sergio Mattarella, col rischio che il numero venga decimato da malattie e quarantene.

A tirare in ballo la questione è stata Francesca Donato, parlamentare europea indipendente ed ex leghista, da sempre ‘scettica’ sul vaccino. Un problema, quello di consentire il voto anche ai non vaccinati, che trova un ostacolo imponente nelle nuove norme in vigore dal 10 gennaio col Green pass rafforzato obbligatorio sui mezzi di trasporto pubblico.

Dal 10 gennaio tra i siciliani e i sardi che saranno di fatto confinati in Sicilia ci saranno almeno cinque parlamentari che non potranno partecipare alle votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica”, spiega Donato, che fa anche i nomi. Si tratterebbe, aggiunge l’europarlamentare, di “tre deputati sardi e cioè il leghista cagliaritano Guido De Martini e gli ex grillini Pino Cabras e Andrea Vallascas, a cui si aggiungono i deputati siciliani Michele Sodano e Simona Suriano, anche loro ex grillini”.

Proprio quest’ultima, attualmente nel gruppo di “L’Alternativa c’è” assieme ad altri ex pentastellati, ha presentato ricorso alla Consulta a annuncia un coordinamento tra tutti gli eletti No Vax. 

Suriano, catanese, spiega che proprio per evitare le nuove regole in vigore dal 10 gennaio sta raggiungendo Roma “prima della segregazione della mia isola, sto percorrendo anche le vie legali, mi sono infatti rivolta alla Corte costituzionale, mi muovo prima per scelta personale, ma poi non potrò più rientrare in Sicilia”. Durissime le parole nei confronti dell’esecutivo e delle ultime misure anti-Covid: “Viene compresso il mio diritto di rappresentare i cittadini siciliani che mi hanno eletto”.

Ma nei confronti dei grandi elettori No Vax il Partito Democratico non offre alcuna sponda. Dal Nazareno, scrive Repubblica, fanno sapere che “fermo restando il principio di autodichia, politicamente il “metodo Djokovic” applicato ai parlamentari sarebbe intollerabile agli occhi del Paese e un pessimo segnale in giorni di grande pressione come questi”.

La decisione finale spetta al presidente della Camera, il grillino Roberto Fico. Il voto sicuramente sarà contraddistinto dall’obbligo di mascherina ffp2, da una chiama divisa in fasce orarie e in base all’ordine alfabetico, con diverse operazioni di sanificazione dell’Aula. Quanto al voto a distanza, sul tema anche i costituzionalisti sono spaccati.

Per questo Osvaldo Napoli, parlamentare di Coraggio Italia, ha proposto una soluzione alternativa: se il numero di parlamentari positivi o in quarantena impedisse di raggiungere il quorum di 505 voti dal quarto scrutinio, andrebbe “rivolto un appello al presidente Mattarella perché rimanga nel suo ufficio” con un “rinvio a data da destinarsi”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia