Ecco la data per la prima seduta comune per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Il Presidente della Camera Roberto Fico ha convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali lunedì 24 gennaio, alle ore 15:00. L’avviso di convocazione, ha reso noto l’ufficio stampa della Camera dei deputati, verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di oggi.

Fico ha annunciato la convocazione sul suo profilo Facebook: “Ho convocato il Parlamento in seduta comune per l’elezione del Presidente della Repubblica il 24 gennaio alle ore 15 – si legge nel post – L’avviso sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di oggi. Come da prassi, questa mattina ho inviato la comunicazione ai presidenti dei Consigli regionali, che dovranno scegliere i propri delegati, e al presidente Mattarella. Nelle prossime due settimane, all’attività ordinaria della Camera si affiancherà quella di preparazione al voto. Siamo al lavoro insieme al collegio dei questori per definire l’organizzazione e le misure per garantire la piena operatività e sicurezza del voto”.

Della corsa al Quirinale si parla diffusamente ormai da mesi. È l’appuntamento che i partiti aspettano e sul quale stanno lavorando da tempo. Il mandato del Presidente della Repubblica in carica, Sergio Mattarella, scadrà il 4 febbraio 2022. Mattarella ha ribadito anche nel suo discorso di Capodanno di non voler intraprendere un nuovo settennato al Quirinale – bis che si verificò soltanto nel 2013, con la conferma di Giorgio Napolitano fino al 2015. Quello dell’attuale Capo dello Stato resta comunque tra i profili più apprezzati dagli italiani secondo quanto riportato da alcuni sondaggi.

In pole position ci sarebbe l’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi. La sua nomina sarebbe però un rischio per il governo, a larghissima maggioranza, entrato in carica a inizio 2021, per fronteggiare l’emergenza da coronavirus e gestire i fondi del Pnrr. Il rischio di andare a elezioni anticipate sarebbe altissimo.

A scuotere la corsa al Quirinale la candidatura di Silvio Berlusconi, fondatore di Forza Italia e già quattro volte Presidente del Consiglio. Spauracchio della sinistra, leader del centrodestra, il Cavaliere insiste sulla sua candidatura: punta a un centinaio di voti che sarebbero disponibili in Parlamento tra i non iscritti ai gruppi.

Gli altri nomi che circolano sui giornali in queste settimane: Marta Cartabia, Pierferdinando Casini, Giuliano Amato e Paola Severino. A incidere sull’elezione potrebbe subentrare anche il picco dei contagi da covid-19 che la variante Omicron ha causato nel Paese a partire da novembre scorso. Potrebbero essere centinaia i parlamentari contagiati e forse assenti nei giorni del voto in aula. Si dovrebbe procedere con una sola seduta di votazione al giorno.

L’elezione del Presidente della Repubblica è una questione tutta parlamentare: come detta l’articolo 84 della Costituzione può essere nominato ogni cittadino italiano che ha compiuto 50 anni e che goda di diritti politici e civili; il voto avviene nelle Camere in seduta comune, 630 deputati e 320 senatori con 58 grandi elettori scelti dai Consigli regionali, con l’eccezione della Valle d’Aosta che ne presenta uno; si vota a scrutinio segreto e nelle prime tre votazioni serve il quorum qualificato dei due terzi del Parlamento in seduta comune (673 su 1.008), dalla quarta in poi basta la maggioranza assoluta (505 elettori su 1.008).

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.