“Non ho mai preso 80mila dollari per quell’intervista, è un’affermazione falsa”. E poi “Mohammad Bin Salman? È un mio amico e che sia il mandante dell’omicidio Kashoggi lo dite voi. L’amministrazione Biden non ha sanzionato Bin Salman”. Queste le parole di Matteo Renzi sui rapporti con l’Arabia Saudita e con il principe Bin Salman, quest’ultimo accusato lo scorso febbraio dalla Cia, l’intelligence americana, di essere stato il mandate dell’operazione di “cattura o uccidi” del giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi, morto ammazzato nell’ottobre del 2018 in seguito all’ingresso nell’ambasciata saudita a Istanbul.

“Non c’è alcun conflitto d’interesse. L’unico interesse in conflitto di qualcuno che vorrebbe io smettessi di parlare dell’Italia…” ha aggiunto Renzi rispondendo alle critiche ricevute per la sua visita in Arabia Saudita avvenuta a gennaio scorso. “L’attività parlamentare è compatibile con quella di uno che va a fare iniziative all’estero, su questi temi è tutto perfettamente in regola e legittimo” precisa il leader di Italia Viva ribadendo di non aver “preso 80mila dollari per quell’intervista, è un’affermazione falsa”.

Quanto all’affermazione sul Rinascimento arabo, “la ridirei. Sono molto convinto che la questione sul nuovo rinascimento arabo sia un tema molto interessante” sottolinea Renzi. Sull’omicidio Khashoggi “c’è una piena ed evidente condanna, nel 2018, nel 2019 e nel 2021” ma “non ci sono certezze sul fatto che” il principe Bin Salman “sia stato il mandante dell’omicidio Kashoggi”.

 

Redazione