Era la sua maglia preferita. Quella con cui dormiva, mangiava, giocava e sognava di sentirsi Totti. Quel sogno si è però spento il il 26 febbraio a pochi metri dall’ingresso del parco della Madonnetta ad Acilia. Lì il ragazzo, inseguito da un barbone, morì per un infarto. Nel punto dove il suo cuore ha smesso di battere i genitori hanno creato una sorta di altare: palloncini, fotografie, peluche, biglietti e anche quella maglietta della Roma, la squadra del cuore del 16enne, che qualcuno ha voluto strappare dal cancello calpestando la sofferenza della famiglia. Daniela Salustri, la mamma del giovane, quando si è accorta del furto è scoppiata in lacrime e ha lanciato un appello via social. Era il 24 maggio. E Daniela ha trovato la forza di denunciare l’accaduto.
BOOM DI MAGLIE
A distanza una settimana dall’appello della giovane mamma è successo quello che non ti aspetti. La recinzione dell’ex Punto Verde Qualità (oggi un’area immensa fatta di degrado e desolazione) di via Bruno Majoli, ad Acilia,è stata “tappezzata” di maglie della squadra del cuore del sedicenne: i cittadini, infatti, hanno voluto manifestare la propria vicinanza alla famiglia del giovane con un gesto semplice, ma carico di significato, “restituendo” il maltolto.
IL RACCONTO DI PATRIZIO J. MACCI
Tra i testimoni di questo fenomeno social c’è l’editor letterario Patrizio J. Macci che ha voluto raccontare la vicenda sul suo profilo Facebook: “Dove volete che metta la maglietta?”. I due ragazzi mi fissano mentre la tirano fuori da uno zainetto e poi da una busta. Hanno acchiappato un bus, due metropolitane un altro bus e poi si sono persi a trecento metri dal Parco. Hanno meno di quarant’anni in due meno qualche mese. Erano davanti al bar, sotto i portici, e avevano un’aria stanca, felice e al contempo preoccupata. “Sta lì ci arriviamo insieme, è più facile se vi ci porto” li rassicuro. Mi guardano mentre la tirano fuori come se fosse il Sacro Graal o la bandiera da issare sul tetto di una cancelleria. La confrontano con quelle già appese. “Volete che vi faccia un video o una foto?”. Scuotono la testa gentilmente e sorridono, gli basta l’arcana tenuità umana del gesto che sono venuti a compiere su commissione: dieci euro stanziati da mamma e papà per attraversare Roma dopo che hanno letto sul giornale che hanno rubato la maglietta di Riccardo, caffè al bar compreso perché papà e mamma sono tutte e due senza lavoro da quando è esplosa la pandemia. La maglietta se la sono fatta da soli insomma, con un pennarello nero e tanta fantasia. Mi delegano il compito di legarla alla rete: “Dove volete che la metta”- chiedo al ragazzo- “all’inizio o alla fine…?”. La ragazza mi guarda decisa , indica la direzione dove lo stradone corre in salita e mi dice: “Lì e il più in alto possibile. Verso il Paradiso”.
LA SENSIBILITA’ DI BRUNO CONTI
Un regalo inaspettato per Riccardo e i suoi familiari è arrivato da Bruno Conti, ex calciatore giallorosso: il dirigente della Roma  ha sorpreso la famiglia del ragazzo dedicandogli una maglietta personalizzata della As Roma, con tanto di nome (“Riccardo 10”) e autografo. Il cuore romanista è sempre grande.

Franco Pasqualetti