L'Europa e l'Occidente nel mirino
Rutte, la fake sui 500 aerei americani partiti dall’Italia e Meloni che rientra nel mirino degli ayatollah
L’Europa e l’Occidente sono nel mirino. Nei giorni scorsi sul quotidiano iraniano Hamshahri, la cui proprietà è del Comune di Teheran, è stato pubblicato un fotomontaggio con tredici leader e funzionari occidentali, raffigurati in tuta arancione da carcerati, indicati come i presunti responsabili della morte dell’ayatollah Khamenei. Fra loro, con non poco stupore, compare anche la foto del nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Solo Trump e Netanyahu sono gli unici con un mirino disegnato sulla fronte. Il figlio di Khamenei, Mojataba, in modo palese dichiara che lo Stato iraniano ha tutto il diritto di voler vendicare il padre ucciso dagli USA.
Facciamo un passo indietro. Il 28 febbraio, come è noto, abbiamo assistito alla singolare offensiva congiunta USA-Israele, unilateralmente decisa, che ha colpito l’Iran con una serie di attacchi mirati, eliminando, nel mentre venivano sferrate le azioni belliche, la guida suprema Khamenei, destabilizzando così l’intera area mediorientale. La gravissima perdita per la nazione iraniana, ha rappresentato difatti, volenti o nolenti, il coinvolgimento di tutta l’area occidentale, anche se tutto il resto delle Nazioni non erano state avvisate ed erano totalmente allo scuro degli attacchi bellici. Un coinvolgimento passivo di tutta l’area NATO. Affermazioni che sono state più volte ripetute dal governo Meloni, che mai è entrato nel conflitto in modo partecipativo e diretto. Non fu mai avvertito nessuno. Né Macron, né Scholz ed il titolare della Farnesina Tajani fu avvisato da una telefonata dal collega israeliano quando i bombardamenti erano già iniziati. Incredibile a pensare, ma molto di più inverosimile nella pratica.
È stata più volte chiarita la posizione dell’Italia, tramite il ministro Crosetto, che, anche sull’utilizzo delle basi americane in Italia, sono sempre stati imperativi i trattati che le regolano, nel pieno rispetto degli accordi internazionali. E’ ovvio quindi che Trump sta portando avanti una guerra in Medio Oriente che ha deciso da solo. La stessa amministrazione Trump che ha imposto dazi all’Europa, che ha messo in discussione la NATO, che ha apertamente detto di voler smantellare le istituzioni europee così come le conosciamo. Ha sicuramente messo in forte difficoltà gli altri governi occidentali, che come quello italiano, che sono rimasti in ambiguo imbarazzo anche dettato da non voler scontentare Washington.
Ma Teheran è stato chiaro fin dall’inizio, avvertendo, che avrebbe considerato un atto di guerra anche qualsiasi supporto straniero alle operazioni USA – Israele. Il tycoon, in questa logica geopolitica, ha accusato diverse volte l’Italia di averlo abbandonato, anche al recente G7, tenutosi ad Evian-les-Bains in Francia, ci sono stati scambi di battute con la premier Giorgia Meloni, dove la stessa Premier ha rivendicato la correttezza della posizione italiana, evitando di far prendere il sopravvento ad eventuali fraintendimenti, ribadendo che l’Italia è fedele alleato, ma bisogna pensare e dover difendere anche i propri interessi e rispettare i trattati internazionali riguardo le basi logistiche americane in Italia.
E poi cosa è accaduto? In modo del tutto strano e singolare, ci sono state delle dichiarazioni di Rutte, segretario generale della NATO, che, per controbattere alle affermazioni di Trump, ha dichiarato che ben 500 aerei americani sono partiti dall’Italia durante la guerra in Iran e che hanno causato non poca confusione nel Governo italiano, dando vita ed alimentando i sospetti iraniani. Una vera bufera. Un quadro che risulta molto destabilizzante anche per i rapporti con l’Iran, che storicamente non è stato mai un nemico dell’Italia. Dichiarazioni quelle di Rutte che hanno sollevato un gran polverone e che ora mettono in forte discussione anche il ruolo dell’Italia nel conflitto.
Ma oggi, purtroppo, nonostante la pronta risposta del ministero della Difesa, che ha subito chiarito che le attività autorizzate sono sempre rientrate nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti e che tutte le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, l’Italia non ha mai concesso l’autorizzazione, il nostro Paese ed il nostro governo sono nello stesso mirino vendicativo iraniano, alla stessa stregua di chi ha deciso in modo del tutto unilaterale un intervento bellico del quale nulla sapeva e nulla ha mai ratificato.
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