Il sangue di Nizza attira chi non riesce a farne a meno. E mentre in Francia le campane a morto aggiungono mestizia al lockdown di un Paese flagellato dal covid, da noi qualcuno prova a farne un ring. Il jihadista tunisino Brahim Aoussaoui era arrivato a Lampedusa, transitato per Bari e poi ricomparso in Costa Azzurra, dove qualcuno gli ha messo in testa che adesso Macron è il nemico, e infilato un coltello tra le mani. La tensione dopo la decapitazione in strada del professor Paty tra la Francia laica e l’islam radicale, che è diventata anche uno scontro diplomatico tra Parigi e Ankara, è alle stelle. In Italia, si prova a farne carbone per il fuoco.

Il leader della Lega ha colto la palla al balzo per scagliarsi contro la Ministra dell’Interno, rea di omesso controllo: «L’8 ottobre scorso la nave quarantena Rhapsody ha portato a Bari 805 immigrati clandestini. Quanti ne sono sbarcati oltre al killer islamico di Nizza? Quanti di questi sono ancora in Italia, e dove? Quanti sono scomparsi? Lamorgese, rispondi!». Se Salvini contava sul consueto understatement della ministra tecnica, stavolta la reazione deve averlo sorpreso.

«Questo è il momento di fermarsi con le polemiche ed essere vicini al popolo francese. Responsabilità non ce n’è da parte nostra: si parla delle nostre modifiche al decreto sicurezza ma quei decreti anziché creare sicurezza hanno creato insicurezza perché 20 mila persone sono dovute uscire dall’accoglienza da un giorno all’altro», ha affermato la responsabile del Viminale. L’affondo della Lega, che in mattinata ha chiesto le dimissioni di Lamorgese, ha sortito l’effetto opposto, ricompattando la maggioranza come poche volte prima d’ora. Laura Boldrini: «Salvini è uno sciacallo», come pure lo definisce per Sinistra Italiana, Fratoianni: «L’attacco di Salvini è squallido e volgare. Un atto cinico di puro sciacallaggio. Del resto Salvini dovrebbe sapere che quando l’attentatore di Nizza è arrivato in Italia i suoi decreti “insicurezza” erano ancora lì».

Per il Pd parla il responsabile sicurezza, Carmelo Miceli: «A creare insicurezza erano purtroppo proprio i decreti che portano il nome di Salvini, che hanno spinto nell’ombra e spesso anche nell’illegalità migliaia di migranti prima ospitati nei centri di accoglienza e inseriti in programmi di inserimento. Allo stragismo terrorista di estremisti che utilizzano l’Islam per compiere le loro nefandezze non si risponde con gli annunci di nefaste guerre di civiltà, ma con la repressione di chi professa la violenza e con il rafforzamento dello Stato di diritto e della legalità». Per Italia Viva, la ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, ritiene che addossare alla ministra dell’Interno responsabilità per l’attentato terroristico di Nizza sia «ignobile, tanto più se chi muove queste accuse è il fautore dei decreti (In)Sicurezza, che hanno smantellato il sistema di accoglienza e controlli, costringendo le persone nell’illegalità, sfruttando la sofferenza e la paura per fomentare rabbia sociale, cavalcando l’onda populista».

La levata di scudi ha sconsigliato la Lega dall’insistere e il centrodestra dall’andare in scia. Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni più prudente, si è attestata sulla vecchia passione del blocco navale. Anche perché ripetere che il tunisino radicalizzato fosse un “killer” o un “terrorista” che “ci siamo fatti scappare” dopo l’approdo sulle nostre coste sarebbe stato reiterare un falso bell’e buono. Aoussaoui non aveva alcuna segnalazione di polizia e prima di Nizza non aveva commesso alcun reato, tutto il protocollo risulta applicato puntualmente. Il deputato di Azione, Enrico Costa, unico parlamentare di Calenda, punge la maggioranza: «Ammettiamo che abbia ragione il Ministro Lamorgese quando afferma che i decreti sicurezza hanno provocato insicurezza: allora perché se li è tenuti per oltre un anno e non li ha modificati prima? Questo atteggiamento è l’essenza di un Governo che contesta a parole cosa hanno fatto gli altri, salvo non muovere un dito. Esattamente come è capitato per la riforma della prescrizione: il Pd l’ha criticata è combattuta, ma ora che potrebbe cancellarla se la tiene». Uno squarcio l’ha aperto il vice ministro dell’Interno Matteo Mauri, Pd, che ha fatto balenare la possibilità di resettare la stessa Bossi-Fini.

I numeri della pandemia stringono le tensioni sociali in una morsa crescente. Le banlieue in Francia ribollono e la polizia francese, in “stato di guerra”, come dichiarato da Macron, applica le maniere forti. Noi, con 31.084 casi rilevati ieri, ci apprestiamo ad entrare nel livello di allerta 4; quello che ha fatto dire al ministro degli affari europei, Enzo Amendola: «Se necessario ci assumeremo l’onere di dichiarare il lockdown». Le fibrillazioni sono destinate ad aumentare.