Le giornate fredde di maggio
Santi di ghiaccio e colpo di coda dell’inverno: tra leggenda e realtà
Colpo di coda del freddo al Nord, ecco la credenza popolare che sostiene che a maggio i Santi di Ghiaccio portino un’ultima ondata di gelo prima dell’arrivo del caldo
Sono arrivati puntuali in Alto Adige i Santi di ghiaccio, portando neve in alta quota e un brusco abbassamento delle temperature. La cultura tedesca porta anche nel nostro Paese una credenza, secondo la quale tra l’11 e il 15 maggio i beati che si ricordano in queste giornate di calendario portano un ultimo colpo di coda dell’inverno.
La credenza sui Santi di ghiaccio
Questa tradizione dei Santi di ghiaccio, ha origini medievali. Secondo la credenza, le gelate che avvengono dopo i giorni dedicati a questi beati non rappresentano un pericolo per l’agricoltura. La leggenda, nacque prima della riforma gregoriana del 1582, e perciò i Santi di ghiaccio possono essere associati a due periodi differenti, a seconda del calendario considerato. Se non si considera la riforma gregoriana, i Santi di ghiaccio inizierebbero il 19 maggio, per poi terminare il 23 dello stesso mese. Attualmente, le giornate sono sotto osservazione dall’11 al 15 maggio.
Chi sono i Santi di ghiaccio
Il primo santo che dà inizio all’ultima folata invernale è San Mamerto, che si festeggia l’11 maggio. San Mamerto era un arcivescovo francese del V secolo, oltre ad essere il patrono della cittadina immaginaria di Puente Vejo, dove si svolge l’intera trama della soap opera Il Segreto. Il 12 maggio, è invece il giorno di San Pancrazio, giovane cristiano martirizzato sotto l’impero di Diocleziano, anche lui portatore di freddo. Infine, il 13 e 14 maggio è il turno di San Servazio e San Bonifacio di Tarso, con Santa Sofia di Roma a chiudere il cerchio dei Santi di ghiaccio.
Le previsioni nelle giornate dei Santi di ghiaccio
Anche quest’anno sembra che i Santi di ghiaccio abbiano rispettato il proprio compito: dall’11 maggio, infatti, una perturbazione gelida sta attraversando l’Alto Adige, con temporali e nevicate che hanno raggiunto i 1800 metri di quota. Il calo delle temperature a Bolzano ha portato il termometro a scendere in pochi minuti da 21 a 16 gradi. Il freddo più intenso è localizzato nella zona dei paesi di montagna come San Valentino alla Muta, dove si sono registrati 4 gradi, mentre a Solda la temperatura pomeridiana è crollata fino a un solo grado sopra lo zero. I meteorologi, sottolineano che non c’è nulla di scientifico nella tradizione dei Santi di ghiaccio e che l’Europa centrale è da sempre soggetta a ricorrenti gelate anche nel periodo primaverile
© Riproduzione riservata







