Un nuovo colpo contro il traffico di stupefacenti. Questa mattina i carabinieri per la Tutela della salute hanno arrestato 39 persone (undici in carcere e 28 agli arresti domiciliari) indiziate per aver acquistato all’estero o sul darkweb sostanze psicotiche di vario genere, come il Ghb e il Gbk (la droga dello stupro), Fentanyl, e catinoni sintetici come il 3 MMC. Le misure cautelari sono stati applicate dalla Procura di Roma nei confronti di diversi indagati, tra cui professionisti e alcuni pregiudicati, per i reati di autoriciclaggio di monete virtuali, importazione e traffico di “nuove sostanze psicoattive” tra il Lazio, l’Emilia-Romagna e la Campania. Tra gli arresti ci sono stati quelli in flagranza dei tre importatori italiani, tra cui il gestore di una casa famiglia per minori.

Nell’ordinanza figura anche il nome di Claudia Rivelli, la sorella di Ornella Muti, già arrestata lo scorso settembre per avere acquistato la droga dello stupro per circa due litri. Rivelli, si legge, importava “illecitamente dall’Olanda, con cadenze trimestrali, vari flaconi di Gbl” per poi inviarli al figlio residente a Londra, dopo aver trasferito il contenuto in una confezione di shampoo, in modo da trarre in inganno la dogana. Dopo l’invio, il messaggio al figlio: “Pacco arrivato e nascosto. Fammi sapere notizie mano a mano, se no mi agito troppo fino a giovedì“, si legge nell’ordinanza, firmata dal gip di Roma Roberto Saulino, che riporta frammenti di conversazione WhatsApp tra l’attrice e il figlio.

L’affare sul darkweb

Acquirenti e importatori gestivano un affare stimato intorno a circa cinque milioni di euro. Sul darkweb le sostanze venivano acquistate e vendute in bitcoin. Gli inquirenti, che hanno agito anche sotto copertura fingendosi acquirenti nei canali di vendita del deep e dark web, hanno contato almeno 290 spedizioni verso soggetti, tutti identificati con nomi di fantasia, che vendevano le sostanze in tutto il territorio nazionale. Parte del traffico confluiva nei “centri di importazione“, il più importante dei quali operativo a Roma.

Nella Capitale, infatti, il centro veniva coordinato da diverse persone, che agivano in gruppi più o meno organizzati e che operavano sul territorio nazionale. Si occupavano di alimentare il traffico illecito in entrata e di gestirne in molti casi la successiva distribuzione alla nutrita clientela, anche altolocata, utilizzando un linguaggio “in codice” per sviare le indagini.

Il profilo degli acquirenti

A Roma almeno dieci persone sono state sottoposte a misure cautelari. C’è un funzionario Ater, un architetto e un direttore di banca. Ma nel gruppo dei 39 indagati c’è anche un medico odontoiatra, un avvocato, un altro impiegato di banca, due militari in congedo e un insegnante di scuola media che, addirittura, faceva arrivare all’istituto scolastico le spedizioni contenenti i catinoni sintetici.

Le rotte internazionali

Al blitz hanno partecipato anche i nuclei cinofili, i nuclei elicotteri, i Ris e Europol con l’impiego di oltre 200 militari. In corso ci sono decine di perquisizioni. I carabinieri sono riusciti a contattare diversi indagati e a seguire le loro mosse, ricostruendo di fatto  alcune “rotte” internazionali di provenienza delle sostanze psicoattive acquistate in rete, suddivise per tipologie strutturali: fentanili (Canada, Polonia e Repubblica Ceca), GBL (Cina, Olanda, Francia e Croazia), catinoni sintetici (Olanda) e benzodiazepine (Olanda), oltre ad eroina ad alta concentrazione (rinvenuta in spedizioni provenienti dalla Gran Bretagna e dalla Germania).

Il successo dell’operazione è stata possibile grazie al costante scambio informativo nell’ambito della cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia (con EUROJUST, EUROPOL e INTERPOL).

L’indagine coordinata dalla Procura di Roma ha consentito di sequestrare 42 litri di Gbl (droga dello stupro) pari a oltre 50.400 dosi singole, 1,3 Kg di sostanze stupefacenti sintetiche in polveri e cristalli, tra fentanili e catinoni sintetici, 8 g. di eroina ad alta concentrazione, con una purezza al 99 per cento, 20 francobolli a base di flualprazolam e infine marjiuana.