L’aveva giurato sin dall’inizio, quando la storia era diventata di dominio pubblico: il Ghb, la cosiddetta droga dello stupro, non era sua. E le chat nella mani della Procura di Verona sembrano confermarlo: quella sequestrata dai carabinieri ai due escort rumeni non era droga appartenente a Luca Morisi.

La posizione dell’ex guru e responsabile della comunicazioni social di Matteo Salvini e della Lega, indagato per cessione di stupefacenti con un caso politico-giudiziario che ha terremotato il Carroccio, sembra infatti crollare con le chat tra lo stesso Morisi e i due escort rumeni contattati tramite il sito di incontri gay Grinderboy.

A pubblicare i messaggi è l’edizione odierna del Corriere della Sera, che torna indietro a quel 14 agosto scorso che ha segnato la carriera del 48enne esperto di comunicazione, che due settimane dopo infatti lascerà l’incarico.

Alle 3.13 del 14 agosto, Morisi contatta in chat Alexander: “Ciao, ti ho visto sul sito, sto cercando per una nottata insieme sex & fun, stanotte o domattina. Ospito e ho anche divertimento. Vorrei stare varie ore. Se sei libero ne parliamo. Scusa orario”.

Da qui inizia lo scambio in chat tra i due, alla ricerca di un accordo: l’escort rumeno propone quindi di allarga l’invito ad un amico, Nicolas, escort come lui. Si raggiunge quindi un accordo sul prezzo per la serata, da pagare con “metà di bonifico ora e metà dopo, quando stiamo lì” ma soprattutto si parla di “divertimento” extra, ovvero la droga.

Dalla chat inoltre si ricostruisce in maniera più chiara l’orario dei vari eventi: i due ragazzi arrivano a Belfiore, a casa di Morisi, quando è l’alba. Non è chiaro quindi chi sia l’uomo visto entrare da una vicina a casa dell’ex guru dei social leghisti alle 22: l’ipotesi è che fosse un pusher per la cocaina poi trovata dai carabinieri nella cascina di Morisi.

Torniamo alla droga dello stupro. Alexander scrive a Morisi che “ti portiamo anche G. Vedrai ti piacerà molto, ti assicuro”. Per la Procura è Ghb, la droga dello stupro: in questo modo sarebbe confermata la versione di Morisi, ovvero che la bottiglietta di droga liquida non era sua. Un punto su cui anche le versione dei due escort diverge: Alexander dirà di averla avuta da Morisi, Nicolas-Petre giura di non sapere chi l’abbia messa nello zaino

Nelle chat in mano agli inquirenti viene confermato anche l’acquisto da parte dell’ex responsabile social di Salvini di cocaina. Morisi infatti prima ammette di conoscere la ‘G’ ma che “non lo faccio da molto”, poi spiega di essere “fornito”, in particolare di ‘C’, ovvero cocaina.

Già nelle chat emerge lo scenario che porterà alla lite per le ‘tariffe’ nel pomeriggio successivo tra Morisi e i due giovani. Ad Alexander arriva infatti un bonifico di 500 euro, non quanto stabilito in precedenza: “Ho detto 2.000 totale… 500 per le spese di viaggio, 1.500 per noi. Almeno 1.000…”. Morisi quindi prova a strappare uno sconto: “Sono un vecchio di m…”, ma il giovane escort non molla.

All’alba i due arrivano a Belfiore, col festino che andrà avanti fino alle 15:30, quando arrivano i carabinieri per la lite all’ingresso della casa di Morisi, davanti agli occhi dei vicini. Da lì il ‘bubbone’ che metterà in imbarazzo la Lega e costringerà alle dimissioni Morisi.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.