Ha scontato l’intera pena in carcere nonostante i problemi di salute. E’ uscito da nemmeno 24 ore e in Italia non mancano le polemiche di natura giustizialista sul ritorno in libertà di Antonino Speziale, il giovane tifoso del Catania accusato dell’omicidio preterintenzionale dell’ispettore Filippo Raciti, avvenuto nella città siciliana il 2 febbraio del 2007, durante uno scontro violentissimo tra tifosi del Catania e del Palermo.

La solidarietà mostrata da numerose tifoserie calcistiche nel corso di questi anni si è ulteriormente accentuata con l’uscita dal carcere di Speziale, che oggi ha 25 anni e ha pagato per la morte di un poliziotto sulla cui dinamica, tutt’oggi, sono ancora numerosi i dubbi, soprattutto dopo la testimonianza, raccolta nelle scorse settimane da Le Iene, di una donna vicina alla famiglia Raciti.

Quest’ultima rivela di aver sentito, durante la sepoltura dell’ispettore, un poliziotto rivolgersi al padre di Raciti: “Le dobbiamo porgere le scuse in quanto polizia – avrebbe detto l’uomo in divisa – perché è stato un errore di un collega nel fare la manovra”.

Ad uccidere Raciti quella notte non sarebbe dunque stato il colpo di un sotto-lavello (incompatibile con i danni fisici che hanno cagionato la morte dell’ispettore di polizia) inferto dall’allora ultrà catanese Antonino Speziale – condannato a otto anni e otto mesi per omicidio preterintenzionale – ma il fortuito incidente con il Discovery della polizia che, in retromarcia per sfuggire alle pietre e alle bombe carta dei tifosi, avrebbe schiacciato l’ispettore.

Solidarietà nelle scorse ore è arrivata da numerose tifoserie, tra cui quella napoletana, gemellata da anni con la torcida catanese. “Caso Raciti: tutti sanno la verità… oggi è finita un’infamità: bentornato Antonino” si legge su uno striscione esposto dagli ultrà della curva A sul ponto del Rione Sanità a Napoli.

Un messaggio che è stato duramente condannato dal solito consigliere regionale, nonché giornalista professionista, Francesco Emilio Borrelli che ancora una volta dimostra di non conoscere appieno gli argomenti che tratta sui propri canali social. Per Borrelli infatti “è apparso uno striscione abusivo alla Sanità che solidarizza con una persona che ha ucciso un agente di polizia. Ennesima vergogna. Mi auguro che venga subito rimosso”.

Borrelli ignora, forse, che quel tifoso ha scontato l’intera condanna e dal 16 dicembre è un uomo libero. Inoltre sull’omicidio aleggiano ancora numerosi dubbi e, compatibilmente con le intenzioni della Procura, potrebbe ben presto emergere una verità diversa rispetto a quella emersa in passato.

“La vita di Speziale e dei suoi genitori è stata distrutta. Serviva un colpevole e bisognava trovarlo subito. Ricordo che ci fu un bombardamento mediatico fortissimo. Non potevo camminare per strada perché venivo etichettato come colui che ‘difendeva l’assassino di Raciti’. La condanna era già scritta”, ha spiegato il legale Giuseppe Lipera. Non ci sono mai state prove schiaccianti sul coinvolgimento di Speziale che, nel frattempo, ha trascorso in carcere gli ultimi otto anni di una vita che ora si appresta a ritrovare.

Borrelli ignora tutto questo e viene ‘bacchettato’ dagli utenti della rete. Sono numerosi infatti i commenti contro le parole del politico e giornalista napoletano che pur di parlare di tutto finisce, come spesso capita, nell’incappare in spiacevoli autogol.

“Intanto voglio vedere la mia famiglia. Poi vi racconterò tutto quello che ho passato. La mia condanna è stata un’ingiustizia e chi ha sbagliato pagherà con la giustizia” queste le parole di Speziale subito dopo l’uscita dal carcere.

 

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.