Sale ad almeno 79 vittime il bilancio degli attacchi simultanei condotti da presunti jihadisti contro due villaggi nel Niger occidentale, vicino al confine con il Mali, avvenuto nella giornata di sabato 2 gennaio.

La conferma arriva da fonti della sicurezza, precisando che sono morti circa 49 abitanti di Tchombangou (17 feriti) e circa 30 residenti del villaggio di Zaroumdareye. L’attentato, non ancora rivendicato ma presumibilmente riconducibile a gruppi jihadisti vicini ad al Qaeda, è stato condannato dal ministero degli Esteri del Qatar.

In Mali invece due soldati francesi sono stati uccisi durante un’operazione mentre terzo militare è rimasto ferito. Si tratta di Yvonne Huynh, 33 anni, prima donna dell’esercito francese uccisa nel Sahel dall’intervento di Serval nel 2013. L’altra vittima è Loïc Risser, 24 anni.

“Il presidente della Repubblica ha appreso con grande tristezza della morte in Mali alla fine della mattinata di due soldati del 2° reggimento ussaro di Haguenau, il sergente Yvonne Huynh e il brigadiere Loïc Risser”, si legge in una nota dell’Eliseo. “Il loro veicolo – prosegue la nota – è stato oggetto di un attacco di ordigni esplosivi improvvisati durante una missione di intelligence nell’area di Menaka. Un terzo soldato, la cui vita non è in pericolo, è rimasto ferito nell’attacco”.

Le due vittime portano a 50 il numero di soldati francesi uccisi nel Sahel dal 2013 nelle operazioni anti-jihadiste Serval e poi Barkhane. Lo scorso 28 dicembre, altri tre soldati francesi erano stati uccisi in Mali, nella zona di confine con Niger e Burkina Faso.

LO SCONTRO – Gli attacchi in Niger, Burkina Faso e Mali avvengono a pochi giorni di distanza dalle elezioni politiche del 27 dicembre scorso i cui scrutini sono ancora in corso. Al momento in Mali è in vantaggio il partito per la Democrazia e il Socialista, attualmente al potere.

 

 

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.