Donald Trump riesce anche a cambiare le regole del calcio pur di favorire gli Stati Uniti nella corsa alla Coppa del Mondo che giocano in casa. Il caso Folarin Balogun sta spaccando il mondo del pallone e non solo. La squalifica cancellata all’attaccante della nazionale guidata dall’argentino Mauricio Pochettino (espulso nei Sedicesimi di finale contro la Bosnia) è un evento unico nel suo genere. Mai era successo che un giocatore espulso potesse scendere in campo nella gara successiva (stanotte contro il Belgio per l’accesso ai Quarti). Il presidente degli Stati Uniti, già premiato dal leader Fifa Gianni Infantino nei mesi scorsi per aver portato la pace nel mondo (…), ha confermato di aver telefonato allo stesso Infantino per richiedere la cancellazione del rosso, confermato dall’arbitro brasiliano Raphael Claus dopo aver rivisto l’episodio al Var.

“Sì l’ho fatto, non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati”, ha aggiunto il tycoon. “L’arbitro è un po’ sospetto, se guardiamo al suo passato”, ha aggiunto Trump. “Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere”, ha detto ancora il presidente. Il leader della Casa Bianca non solo ha telefonato a Infantino ma – secondo quanto ricostruisce il quotidiano tedesco Bild – ci sarebbe stata un’intensa attività di lobbying che avrebbe coinvolto, oltre ad Andrew Giuliani – capo della task force per la Coppa del Mondo alla Casa Bianca -, anche il segretario al Commercio Howard Lutnick, dirigenti della federazione calcistica statunitense e un team di avvocati incaricato di presentare ricorso alla Fifa. Contestualmente sarebbero stati raccolti elementi sull’arbitro brasiliano Raphael Claus, autore dell’espulsione, mentre il dossier veniva esaminato dagli organi disciplinari della Fifa.

Nel 2024 l’arbitro Claus era stato sentito come testimone ma non era mai stato indagato a differenza di un altro arbitro, Glauber do Amaral Cunha, nell’ambito di una inchiesta su casi di partite truccate e scommesse nel campionato brasiliano. Insomma un’attività di pressione a 360 gradi volta a cambiare le regole del calcio e creare un precedente pericoloso, così come confermato anche dal presidente della Figc Giovanni Malagò. Una vicenda raccapricciante, dal sapore tutto politico e distopico.

Mentre il Belgio si appresta a chiedere il ricorso (anche se i tempi sono strettissimi), la Uefa di Aleksander Ceferin, in un comunicato ufficiale, ha condannato la decisione della Fifa di sospendere la squalifica. “La decisione di ieri di sospendere, per un periodo di prova di un anno, l’esecuzione della squalifica automatica di una partita in seguito al cartellino rosso comminato a Folarin Balogun ha superato una linea rossa. A volte le regole sono aperte all’interpretazione. In questo caso no. La squalifica automatica minima di una partita in seguito a un cartellino rosso non è un’opzione discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere applicata. È un principio radicato nei regolamenti, che non può essere soggetto a eccezioni, tantomeno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica. Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l’integrità del gioco è a rischio e la credibilità di una competizione viene compromessa. Questa decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno ora una parità di trattamento, a scapito della competizione. Un torneo non è mai a sé stante e, se il torneo in questione è la Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sul gioco nel suo complesso. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.

La Fifa ha giustificato questa ‘porcata’ ribadendo che la decisione è stata presa esclusivamente dal Comitato Disciplinare indipendente e che le eventuali pressioni esterne non avrebbero potuto influenzare il verdetto, proprio grazie all’autonomia garantita dall’articolo 27 del Codice Disciplinare. Poi ci ha pensato lo stesso Trump a smentire Infantino e la Fifa… Non ci resta che tifare Belgio.

Redazione

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