Il senatore Antonio De Poli, questore del Senato e da luglio 2025 segretario nazionale dell’Unione di Centro, è in maggioranza ma sulla bozza di riforma elettorale non ci sta. E chiede garanzie per i centristi.

Senatore De Poli, il ritorno del dibattito sulla legge elettorale segnala una crisi del bipolarismo?
«Più che una crisi del bipolarismo, vedo una società italiana profondamente cambiata. Oggi i cittadini chiedono rappresentanza, ascolto e serietà. Il rischio è una politica troppo chiusa nei palazzi e distante dai problemi concreti. Per questo il confronto sulla legge elettorale non può essere guidato solo dagli equilibri tra partiti. Bisogna tornare ai territori e ai temi reali: casa, fragilità sociali, tutela delle vittime, dignità delle persone. E bisogna restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti attraverso le preferenze».

L’Udc difende il proporzionale. È ancora compatibile con la governabilità?
«Sì. Governabilità e rappresentanza non sono alternative. Una democrazia matura ha bisogno di entrambe. La stabilità dipende anche dalla qualità della politica e dalla credibilità delle coalizioni. Serve una legge equilibrata, che garantisca governi solidi senza comprimere il pluralismo. Per questo l’Udc presenterà un emendamento per reintrodurre le preferenze».

Nel ddl al Senato si ipotizzano premio di governabilità e ballottaggio nazionale. È la strada giusta?
«Ogni proposta va valutata con equilibrio. È giusto cercare strumenti che favoriscano stabilità, ma bisogna evitare meccanismi che alterino troppo il rapporto tra consenso reale e rappresentanza parlamentare. Sul ballottaggio nazionale serve cautela. La priorità resta ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni».

Questa discussione può riaprire uno spazio politico per il centro?
«Quello spazio esiste già nella società italiana. C’è un’area ampia che non si riconosce negli estremismi e chiede equilibrio, pragmatismo e attenzione sociale. L’Udc vuole rappresentare questa sensibilità con proposte concrete, dalle cure palliative al garante per le vittime di reato. Le leggi elettorali troppo polarizzanti rischiano di comprimere culture moderate che invece sono un elemento di equilibrio».

L’Italia cambia spesso legge elettorale. Praticamente a ogni vigilia di voto…
«È un problema reale. Le regole democratiche dovrebbero nascere dal confronto e non dalle convenienze del momento. In questi anni abbiamo cambiato troppo spesso sistema elettorale e questo ha indebolito il rapporto tra cittadini e istituzioni. Serve una legge con una prospettiva lunga, capace di garantire equilibrio tra rappresentanza, governabilità e partecipazione».

L’Udc teme tensioni nella maggioranza se dovesse emergere una riforma penalizzante per il centro?
«L’Udc continuerà a sostenere la maggioranza con lealtà e spirito costruttivo. Ma la lealtà non significa rinunciare alla propria identità. Continueremo a difendere con coerenza le nostre proposte, a partire dalle preferenze. Per noi è una battaglia di democrazia e partecipazione».

Avatar photo

Ph.D. in Dottrine politiche, ha iniziato a scrivere per il Riformista nel 2003. Scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.