Ottaviano Del Turco può conservare la sua pensione. Il fronte populista e manettare incassa una parziale sconfitta nella riunione del Consiglio di Presidenza di Palazzo Madama, dove è stata esaminata la revoca alla sospensione del vitalizio per l’ex governatore dell’Abruzzo.

In Consiglio non si è giunti ad un accordo e, dopo due ore di scontri tra la presidenza e i membri del Movimento 5 Stelle, si è preso atto della decisione della Commissione Contenziosa di ieri sul caso Formigoni, col via libera alla pensione per l’ex numero uno della Lombardia: una decisione esecutiva erga omnes che annullava la delibera Grasso-Boldrini sullo stop al trattamento previdenziali ai parlamentari condannati.

Per questo non sarà operativo, almeno per il momento, il taglio del vitalizio dell’ex sindacalista e governatore dell’Abruzzo, gravemente malato.

A spiegare cosa è successo durante la riunione del Consiglio di Presidenza del Senato è Francesco Giro. “Oggi ci si è limitati a prendere atto di una sentenza emessa dalla cosiddetta Commissione contenziosa, l’organo giurisdizionale di primo grado del Senato, che accogliendo il ricorso dell’ex senatore Formigoni ha decretato la morte della delibera Grasso del 2015, che revocava il vitalizio ai condannati in via definitiva e ciò in forza di una sentenza della Cassazione a sezioni riunite che equiparando i vitalizi alle pensioni ne impedisce la revoca ai condannati, ma solo ai latitanti, cosi come accade per i pensionati e, aggiungiamo noi, per gli stessi percettori del reddito di cittadinanza”, ha spiegato il senatore di Forza Italia”

Effetti che, conferma Giro, “valgono erga omnes, per tutti, per Formigoni ma anche per Del Turco”. Quanto alla richiesta del M5S alla presidente del Senato Casellati “di promuovere rispetto l’amministrazione del Senato un ricorso alla sentenza Caliendo, è impropria perché solo il vertice della stessa amministrazione, nella persona del Segretario Generale, può impugnare il provvedimento in piena autonomia, sentita l’Avvocatura dello Stato. Personalmente non credo vi siano i presupposti per invocare i presupposti di autotutela del Senato rispetto ad una sentenza giuridicamente ineccepibile. Ricorsi temerari vanno assolutamente evitati”, chiosa Giro.

Una decisione che ha fatto andare su tutte le furie i rappresentati del Movimento 5 Stelle. Lasciando l’Aula del Senato Paola Taverna ha annunciato che i pentastellati chiederanno di impugnare la sentenza della Contenziosa, che apre la strada all’annullamento di tutte le delibere del Senato, legate alla Grasso-Boldrini. “Abbiamo chiesto alla presidente Casellati di procedere con il ricorso, e con la sospensione della sentenza” su Formigoni, chiedendo l’intervento “del segretario generale, su richiesta del presidente”.

Ironia della sorte vuole che lo sblocco del trattamento pensionistico per Formigoni approvato ieri dalla Commissione Contenziosa del Senato, decisione che di fatto permetterà a Del Turco di mantenere il vitalizio, è dovuto all’applicazione della legge del 2019 che istituisce il reddito di cittadinanza.

Il ‘baluardo’ del Movimento 5 Stelle indica i cittadini a cui va sospeso il pagamento dei trattamenti previdenziali in coloro che, condannati in via definitiva per reati che non sono di stampo mafioso o terroristico, si siano resi latitanti o siano evasi.

Commentando all’Ansa la decisione del Consiglio di Presidenza del Senato Guido Del Turco, figlio dell’ex senatore e suo amministratore di sostegno, ha spiegato che per ora “aspetta indicazioni”. Per ora “non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione formale. Ma trovo odioso continuare a chiamarlo vitalizio: quella di mio padre è una pensione a tutti gli effetti dopo aver pagato i contributi per 20 anni di attività politica”.

Guido Del Turco ricorda, a proposito del mantenimento dell’assegno per effetto della validità ‘erga omnes’ della sentenza su Formigoni, che “c’è una sentenza della Cassazione e la pronuncia di cinque costituzionalisti che equiparano il trattamento pensionistico ai vitalizi degli ex parlamentari. Quindi continuare a usare la parola vitalizio e farne una battaglia è solo una bandiera da agitare. Basterebbe leggere le carte anziché invocare legalità”.

Quanto alle condizioni del padre, Del Turco spiega che attualmente “le sue condizioni di salute sono quelle di un uomo affetto da Alzheimer e Parkinson, al massimo riesce a fare quattro passi“.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.