Luigi Cesaro deve andare agli arresti domiciliari. Il senatore di Forza Italia ed ex presidente della Provincia di Napoli è accusato di concorso esterno in associazione camorristica per presunti legami tra la sua famiglia e il clan Puca, attivo a sant’Antimo, città d’origine di Cesaro. Una presunta corruzione per agevolare, secondo l’impostazione accusatoria, la campagna elettorale di suo figlio Armando come candidato al Consiglio regionale della Campania nel 2015.

Il gip di Napoli Maria Luisa Miranda ha infatti firmato l’ordinanza cautelare, accogliendo la richiesta della Procura antimafia partenopea che aveva delegato ai carabinieri del Ros l’inchiesta sui presunti accordi politico-mafiosi tra Cesaro e il clan Puca.

Una misura cautelare che ovviamente non potrà essere eseguita senza l’autorizzazione del Senato, che sarà chiamato ad esprimersi sul “sì” all’arresto. Palazzo Madama aveva già autorizzato nel marzo scorso l’utilizzo di sei delle 28 intercettazioni riguardanti Cesaro, proposta avanzata dal relatore del provvedimento, il senatore di Italia Viva Giuseppe Cucca. Una decisione, quella del Senato, che potrebbe non avere conseguenze concrete sul processo: di fatto è stato autorizzato l’utilizzo di una fonte di prova che non è utilizzabile. Lo scorso ottobre 2020 ilgiudice Nigro del Tribunale di Napoli Nord aveva escluso il valore di prova di quelle conversazioni telefoniche e ambientali captate dagli inquirenti nell’ambito delle indagini su un presunto voto di scambio nel periodo tra maggio e giugno 2015 quando in Campania si tennero le elezioni regionali.

Per questa indagine i fratelli del senatore di Forza Italia, Aniello, Antimo e Raffaele, sono già a giudizio. L’inchiesta coordinata dai pm Giuseppina Loreto e Antonella Serio, con la procuratrice aggiunta Rosa Volpe, aveva portato nel giugno 2020 a 59 misure cautelari: i magistrati antimafia avevano chiesto l’arresto in carcere per il senatore, richiesta poi rinviata dal gip per consentire l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni e poi modificata nei ‘semplici’ domiciliari.

Pronta e netta la reazione da parte dei legali del senatore forzista. Gli avvocati di Cesaro, Alfonso Furgiuele e Michele Sanseverino, hanno già annunciato ricorso al tribunale del Riesame sottolineando comunque che l’ufficio del pm “ha già rivisto l’originaria richiesta cautelare, invocando la sottoposizione agli arresti domiciliari invece della custodia cautelare in carcere”.

Quanto alla richiesta di arresto, i due legali evidenziano che il provvedimento “sia meritevole di una ferma censura, sia in ordine al profilo della gravità indiziaria sia a quello dell’esistenza e permanenza attuale delle esigenze cautelari. Pertanto, indipendentemente dalla decisione che verrà adottata dal Senato in ordine alla richiesta di autorizzazione all’arresto, si proporrà immediatamente istanza di riesame al Tribunale della Libertà di Napoli”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia