Non erano vaccinati ma per lasciare Napoli e volare a Dubai, non è chiaro se in vacanza o per un trasferimento momentaneo, hanno ottenuto, pagando medici compiacenti, falsi green pass e tamponi molecolari con esito negativo. Protagonisti Maria Bosti, 39 anni, e Luca Esposito, 41 anni, rispettivamente figlia e genero di Patrizio Bosti, 62 anni (nella foto a destra), elemento apicale dell’Alleanza di Secondigliano (il clan che racchiude i cartelli Licciardi, Mallardo e Contini-Bosti).

La coppia lunedì 17 gennaio era all’aeroporto di Fiumicino per imbarcarsi su un volo diretto nella città degli Emirati Arabi quando è scattato il blitz degli agenti della Squadra Mobile di Napoli, guidati dal dirigente Alfredo Fabbrocini. I poliziotti hanno dato esecuzione a un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di Bosti ed Esposito perché gravemente indiziati del delitto di corruzione di incaricati di pubblico servizio aggravato dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio di appartenenza.

In sostanza ‘grazie’ all’appartenenza all’Alleanza di Secondigliano, si sarebbero procurati – tuttavia pagando medici compiacenti – false certificazioni di avvenuta vaccinazione SARS-Cov-2 nonché false certificazioni di test molecolare con esito negativo Covid 19 da utilizzare per potersi imbarcare su un volo diretto a Dubai. Il provvedimento di fermo è adesso al vaglio del Gip del tribunale di Roma.

Maria Bosti è la figlia di Patrizio Bosti, arrestato in Spagna (a Girona) nel 2008 dopo una latitanza di tre anni. Scarcerato per pochi giorni nel maggio 2020, ‘o Patrizio, così come è soprannominato, era stato nuovamente arrestato dopo quattro giorni per un residuo di pena di 6 anni, 8 mesi e 7 giorni di reclusione.

Lo scorso agosto 2021, all’aeroporto di Ciampino, Maria Licciardi, 70 anni, altro elemento apicale dell’Alleanza di Secondigliano, era stata bloccata mentre era in procinto di salire su un volo diretto a Malaga, in Spagna, dove da anni vive la figlia Regina. Semplice vacanza in terra spagnola o fuga all’estero perché consapevole di una indagine in corso nei suoi confronti? Poco contava per i carabinieri del Ros e per la procura di Napoli che da anni seguono i movimenti della donna, soprannominata ‘a Piccerella (la piccolina) per il fisico minuto e la statura bassa e chiamata “zia” dai tanti affiliati che nel corso degli ultimi decenni hanno avuto modo di relazionarsi con la sorella di Gennaro ‘a Scigna (la scimmia), boss a capo dell’omonimo clan stroncato nel 1994 da un’ernia ombelicale nel carcere di Voghera.

 

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.