L’istituzione di una task-force composta da esperti. Un testo di legge per una concreta riorganizzazione del settore. Sburocratizzazione e un piano che preveda la rigenerazione dei centri storici e la valorizzazione del patrimonio abitativo delle aree interne, da finanziare con i fondi messi a disposizione dall’Unione europea. E, soprattutto, una grande strategia promozionale. Ecco cosa deve fare la Regione per rilanciare il turismo, comparto che produce circa il 15% del pil campano. Sembrano lontani i giorni nei quali la città brulicava di turisti: negli ultimi anni la Campania si era aggiudicata il primato di località più visitata nel Mezzogiorno, dopodiché il Covid ha fortemente ridimensionato questo trend positivo.

«È evidente che le problematiche della Regione sono tante ma occorre che siano indicate persone competenti che si occupino del nostro comparto – spiega Agostino Ingenito, presidente dell’Abbac – Settembre è arrivato e con lui le gravissime ripercussioni di una stagione compromessa, migliaia di lavoratori stagionali sono rimasti a casa, le indennità una tantum fanno fatica a essere erogate come pure gli ammortizzatori sociali del governo. Migliaia di famiglie, che avevano gestito finora bed and breakfast e case vacanza riuscendo così a sbarcare il lunario, hanno dovuto rinunciare alla loro unica fonte di reddito e ora sono abbandonate».

Le strutture ricettive hanno subito un colpo durissimo. Tanti imprenditori non hanno aperto dopo la fine del lockdown e chi lo ha fatto ha subito comunque gli effetti disastrosi della pandemia: 70% in meno di turisti stranieri rispetto allo scorso anno, crollo dell’occupazione delle strutture ricettive dell’80% a Napoli città, un settore praticamente in ginocchio. Tutti gli addetti ai lavori nel settore dell’ospitalità hanno tirato un sospiro di sollievo solo ad agosto, quando i turisti italiani hanno raggiunto le mete più gettonate, a cominciare dal Cilento e dalle isole del golfo di Napoli. Ma ora è tempo di ripartire quasi da zero e chi sarà chiamato alla guida della Regione dovrà preoccuparsi di risollevare un comparto che fa da traino all’economia nazionale e locale.

«La Regione deve indicare una chiara governance. Gli enti provinciali e le aziende di soggiorno restano ancora nel limbo, malgrado timidi tentativi di riformarle – aggiunge Ingenito – Un impianto ottocentesco che va rimosso per fare spazio a una diffusa attività di supporto ai turisti e viaggiatori su tutto il territorio regionale». In particolare, secondo il leader dell’Abbac, «bisogna smantellare il vecchio sistema degli enti pubblici del turismo e delle aziende di promozione turistica. Occorre un chiaro segnale in materia di destinazione turistica dei patrimoni immobiliari privati e pubblici del territorio, con programmi che consentano agevolazioni e supporto a iniziative imprenditoriali di chi intende animare i desertificati centri storici di gran parte dei 550 Comuni della Campania. E poi occorre lavorare sul turismo sostenibile, diffuso, capace di andare oltre la stagionalità. Serve una programmazione complessiva, quinquennale e chiara che dica chi fa cosa e perché».

Spetta alla Regione, inoltre, promuovere il territorio e programmare progetti di intervento. «Ora più che mai – spiega Ettore Cucari, presidente della Fiavet Campania-Basilicata – la Regione deve guardare al turismo come un’industria e non con sguardo approssimativo. E proprio come un’industria, il turismo ha bisogno di essere pubblicizzato. Bisogna fare un’analisi di mercato seria, trovare i canali dove sviluppare la produttività e promuovere il territorio». Questo si traduce in investimenti. «Finora – continua Cucari – sono arrivati sostegni economici quasi ridicoli. Sono serviti a tamponare per poco la situazione, ma poi siamo al punto di partenza. E senza una programmazione volta allo sviluppo e alla promozione della Regione, sono quasi inutili».

Secondo Antonio Izzo, presidente di Federalberghi Napoli, la Regione dovrà ripristinare l’agenzia del turismo, che si è sostituita agli enti provinciali del turismo e creare «una strategia di marketing più moderno, sostenendo la digitalizzazione e una promozione più all’avanguardia». L’obiettivo è destagionalizzare, quindi attirare viaggiatori non solo d’estate, ma nell’arco di tutto l’anno. «La Campania deve promuovere il turismo congressuale – conclude Izzo – ma per farlo bisogna lavorare molto sull’efficienza dei trasporti, sull’accoglienza e sulla sicurezza della città».