Potrebbe essere il giorno del giudizio per il Movimento 5 Stelle o, come sottolineato con sottile perfidia dal capogruppo al Senato degli scissionisti di Di Maio al Senato, Primo Di Nicola, quello della “giravolta finale”. Beppe Grillo, il fondatore e garante dei pentastellati, è arrivato questa mattina a Roma in vista degli incontri previsti con i gruppi parlamentari del partito, ancora scosso dalla fuoriuscita di 60 parlamentari che hanno seguito il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in ‘Insieme per il futuro’.

Grillo si è recato come sempre quando viaggia nella Capitale all’hotel Forum, dove è stato raggiunto dal presidente dei 5 Stelle Giuseppe Conte.

Sul piatto c’è una questione caldissima e che spacca il Movimento: l’eventuale deroga al limite dei due mandati. Un tema che non sarebbe stato trattato ieri sera, durante il Consiglio nazionale del Movimento 5 Stelle che ha visto Grillo intervenire in videocollegamento. “Ho aderito a una nuova religione, l’altrovismo”, ha ironizzato il comico genovese intervenendo durante la riunione, in cui si è discusso prevalentemente di territori e organizzazione del partito.

Il clima però all’interno del Movimento è tutt’altro che sereno, col rischio di nuove uscite dai gruppi parlamentari per seguire l’avventura centrista ed euroatlantica di Di Maio.

Per questo si fa sempre più forte la possibilità di abbattere anche l’ultimo fondamento dell’ortodossia grillina, quel limite al doppio mandato eredità del Movimento delle origini, quello dello stesso Grillo e del compianto co-fondatore Gianroberto Casaleggio. La questione è cruciale, visto che il limite al tetto del secondo mandato è considerata da più parti come una delle cause dell’addio ai 5 Stelle di Luigi Di Maio e dei suoi fedelissimi.

Una grana da risolvere in tempi brevissimi perché a rischio c’è la candidatura di Giancarlo Cancelleri per la Regione Sicilia. Con alle spalle due mandati da consigliere, il sottosegretario ai Trasporti con le regole attuali sarebbe fuori gioco: la Sicilia per i 5 Stelle è però fondamentale, da sempre un ‘laboratorio nazionale’ per le ambizioni grilline. Una risposta dovrà arrivare entro giovedì, deadline concordata col Partito Democratico per presentare la candidatura.

Secondo quanto rivela l’AdnKronos, sempre ben informata sulle questioni interne ai 5 Stelle, i vertici del Movimento starebbero ragionando su una ‘micro deroga’, che fisserebbe la percentuale degli eletti ammessi al ‘terzo giro’ ben al di sotto del 10%. Il che aprirebbe le porte del Parlamento e dei Consigli regionali solo a una manciata di grillini forti di due mandati, mentre a Bruxelles gli europarlamentari al ‘terzo round’ si conterebbero sulle dita di una mano.

Una nuova regola che ovviamente dovrà passare al vaglio degli iscritti online.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia