Lo scorso giugno fecero il giro del web le immagini della fuga notturna dalla zona rossa, istituita in un’area di Mondragone (Caserta) dopo un focolaio covid che riguardò la comunità bulgara. Donne e uomini che poco prima dell’alba lasciavano le abitazioni per andare a lavorare nei campi agricoli per paghe misere. Oggi, a quasi un anno di distanza, la procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Maria Antonietta Troncone, ha concluso una lunga indagine, iniziata nel 2017, contro il caporalato nei comuni di Mondragone e Falciano del Massico in primis, e in altre località limitrofe.

Nel mirino quattro caporali e alcune aziende agricole dedite allo sfruttamento del lavoro e all’intermediazione illecita di manodopera. Manodopera per lo più composta tra cittadini stranieri, soprattutto donne, in stato di bisogno ed in condizioni di sfruttamento. Persone che lavoravano “in nero” per sei o addirittura sette giorni alla settimana con turni dalle 7 alle 12 ore in cambio di una paga giornaliera che non superava i 4 euro e cinquanta.

Carabinieri e Guardia di Finanza di Mondragone 0hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali, emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura, nei confronti del legale rappresentante di una nota società di capitali, attiva nel settore ortofrutticolo, e di un imprenditore agricolo di Mondragone, entrambi colpiti da provvedimento di custodia cautelare (il primo in carcere, il secondo agli arresti domiciliari), mentre ad altri due “caporali” è stata notificata la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Caporalato, droni per monitorare il lavoro in nero

Contestualmente si è proceduto all’esecuzione del sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale di due imprese agricole nonché di beni, denaro e valori ritenuti proventi diretti e indiretti delle medesime attività, per un valore complessivo di oltre 1,8 milioni di euro. L’operazione odierna – sottolinea la procura sammaritana in una nota – rappresenta l’epilogo di complesse indagini di polizia giudiziaria ed economico-finanziaria svolte congiuntamente, sotto la direzione della Procura, dai Reparti territoriali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza con sede a Mondragone, i quali sono riusciti a ricostruire tramite l’espletamento di mirate attività di intercettazione e di prolungati servizi di appostamento, osservazione occulta e pedinamento, svolti anche tramite l’utilizzo di “droni” per monitorare dall’alto il lavoro sui campi – un articolato sistema di illecita intermediazione di manodopera e sfruttamento del “lavoro nero”, in un contesto socio-economico notoriamente disagiato e caratterizzato da una forte domanda di lavoro da parte di soggetti appartenenti alle fasce sociali più deboli tra cui, in particolare, numerosi cittadini extracomunitari.

Sfruttamento e costi ridotti del 200%

Un bacino di manodopera illegale a basso costo pressoché continuo e di pronta fruizione attraverso cui la società beneficiaria, grazie al fattivo e consapevole contributo assicurato dai titolari di alcune imprese agricole compiacenti nell’opera di reclutamento e trasporto sul “campo” dei braccianti ed intranei alla compagine associativa capeggiata dall’amministratore unico della società, e riuscita a realizzare, nel tempo, notevoli profitti illeciti riducendo di oltre il 200% i costi complessivi del lavoro (legali, fiscali e previdenziali) e quelli legati alla sicurezza degli stessi lavoratori.

L’indagine conferma ancora una volta l’attenzione e l’impegno che la Procura di Santa Maria Capua Vetere e le Forze dell’Ordine dedicano ad un fenomeno di grave allarme sociale e particolarmente presente in alcune aree della provincia di Caserta che, oltre a produrre condizioni insostenibili di sfruttamento verso persone deboli e indifese, e in grado di assicurare ai responsabili illecite speculazioni economico-finanziarie e indebiti vantaggi competitivi sul mercato, ai danni delle imprese sane concorrenti, con conseguente grave nocumento all’economia locale.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.