Rocco Casalino si prende del tempo per riflettere, si riposa dopo oltre due anni da portavoce del Presidente del Consiglio, fa autocritica ma non troppo perché “non avete idea di quanti errori e disastri veri si possono fare con la comunicazione, con lo stress e nei tempi strettissimi dovuti all’emergenza”. E quindi si prepara all’uscita del suo libro, storia di formazione, percorso di crescita esponenziale e politica – in effetti non è che poi si fermi così tanto. Il Portavoce. La mia storia (Piemme) uscirà domani.

Dalla nascita in Germania, all’infanzia in Puglia, il padre violento, il bullismo, la scoperta dell’omosessualità e quindi la partecipazione alla prima edizione del Grande Fratello, gli incontri illuminanti con Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, l’attivismo per il Movimento 5 Stelle fino alla carica di portavoce del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un leader naturale, anche una figura paterna, “quel modello e punto di riferimento positivo che mi è tanto mancato soprattutto nella mia infanzia”, che saprebbe come recuperare, politicamente parlando.

“Il grande dubbio è cosa vuole fare lui. Credo sia una risorsa importantissima per il M5s, ma questo è un mio desiderio personale. La scelta tocca a lui e al Movimento”, dice Casalino in un’intervista al Corriere della Sera. Nessun dualismo o conflitto con il leader de facto dei grillini, l’attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Un dualismo molto alimentato da altri, perché sono sempre andati d’amore e d’accordo. Ora è importante capire cosa accadrà con una leadership a cinque che cambia tutto”.

Quello che è certo è che Casalino punterebbe su Conte, sul suo essere una “persona vera”, che “ci mette la faccia”, sul suo “coraggio”, “una macchina da guerra” che da Bruxelles ha portato 209 miliardi di euro, uno “stakanovista”. L’ormai ex portavoce non sa se l’”avvocato del popolo” formerà un suo partito. Casalino enfatizza gli applausi all’addio a Palazzo Chigi di Conte, il video “ha incassato su Facebook un milione di like, numeri pazzeschi che non fa nessuno al mondo. Proprio tutto questo consenso ha fatto di lui un problema”. Non un unicum, tuttavia, come Casalino ha invece fatto passare.

“Io sono un attivista del M5S, sto valutando cosa fare e mi serve un po’ di tempo per riprendermi – continua Casalino – Con Conte continuiamo a sentirci, non ci siamo lasciati come se qualcosa fosse finito. Questa è la legislatura che ha sottovalutato Conte. Ha peculiarità straordinarie. Con lui in una campagna elettorale si possono fare cose incredibili”.