Rocco Casalino sarà ascoltato dal Copasir, il Comitato parlamentare della Sicurezza della Repubblica. E perché mai? Due gli episodi sotto la lente, entrambi riguardanti l’attività del portavoce del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e degli account social dello stesso premier. Lo aveva sottolineato anche Matteo Renzi, in occasione della conferenza stampa che aveva aperto la crisi di governo, che quella di Palazzo Chigi non è una comunicazione adeguata. “La democrazia non è un reality show”, aveva detto il leader di Italia Viva, facendo riferimento al passato al Grande Fratello del portavoce.

Il primo episodio risale al 17 dicembre, quando Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio volano in Libia per la liberazione dei 18 pescatori detenuti da 108 giorni. I giornalisti che chiedono conferme e informazioni al portavoce vedono recapitarsi sul cellulare lo screenshot della geolocalizzazione a Bengasi, zona aeroporto. Un’uscita (la notizia è de Il Foglio) che non passa inosservata, anzi. Nel giro di poche ore Casalino fa sapere che non ha mandato alcuna geolocalizzazione: solo un errore nel cellulare.

Il secondo episodio riguarda la storia che appare sull’account ufficiale di Conte: una storia che invita a cliccare per “mandare a casa Renzi”. La crisi di governo è stata appena aperta. Il responsabile di web e social media della Presidenza del Consiglio Dario Adamo si dissocia. Si parla subito di un presunto hackeraggio. Il caso porta alla richiesta di audizione anche del Segretario generale della Presidenza del Consiglio Roberto Chieppa.

Per quello che riguarda il dossier dei “pescatori” il Copasir fa sapere di voler audire anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il direttore dell’Aise e il capo Ufficio Stampa di Palazzo Chigi oltre al portavoce Casalino. Matteo Renzi sarà sentito “al fine di arricchirsi di ulteriori ed eventuali notizie relative alla vicenda riguardante la visita nel 2019 del Procuratore Generale Barr”.