Una “legione internazionale”, costituita da volontari da tutto il mondo che vogliono combattere accanto all’Ucraina nella guerra contro la Russia, è stata costituita dal presidente ucraino Zelensky. Una chiamata che secondo Kiev sarebbe stata già accolta da migliaia di persone. “Sono in arrivo più di mille volontari da 16 paesi per combattere accanto al popolo ucraino contro l’aggressione. E le domande continuano ad arrivare”, ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

Anche dall’Italia ci sono già i primi volontari che per ora si sono solo palesati nelle intenzioni perché il Governo non avrebbe ancora autorizzato le partenze. “Ci sono italiani che si vogliono arruolare? Non ci sono soltanto i soldati, ma anche i medici, anche i volontari e tante altre persone, devono contattare l’ambasciata a Roma o i nostri consolati a Milano e Napoli. Possiamo dare tutte le informazioni perché dobbiamo rispettare le leggi italiane. Se sarà possibile proteggere la nostra patria in questo modo lo faremo, ma nel rispetto delle leggi della Repubblica italiana“. Ha detto il console dell’Ucraina a Napoli Maksym Kovalenko, durante un incontro con la stampa.

Il console ucraino a Napoli poi incalza: “C’è arrivata qualche richiesta. Noi abbiamo spiegato a tutti questi cittadini italiani e anche ad altri stranieri in che modo possono provvedere a dare un aiuto pratico alla nostra patria”. Secondo quanto riportato da Domani, il primo passaggio da compiere è telefonare all’ambasciata ucraina di Roma. “Rivolgersi all’ambasciata dell’Ucraina del tuo paese, puoi seguire tre strade: andare in ambasciata; chiamare; scrivere una mail”. Il secondo step riguarda l’esperienza in campo militare o in agenzie di sicurezza: “I documenti e il tipo di equipaggiamento di cui hai bisogno. Carta d’identità o passaporto; documenti che attestino lo svolgimento del servizio militare o attività in agenzie di sicurezza e la partecipazione in operazioni militari”.

Lo step tre prevede il colloquio in ambasciata con il responsabile della Difesa e l’avvio delle procedure per ottenere il visto con il console. Il punto quattro riguarda la domanda di ammissione: “È possibile scrivere una domanda di ammissione alla Difesa territoriale delle forze armate dell’Ucraina per il servizio militare con contratto su base volontaria”. In sostanza, il candidato viene informato che non dovrà sostenere spese né per il vitto né per l’alloggio una volta al fronte. Viene poi consigliato al volontario – se è nelle sue possibilità – di portare con sé abbigliamento tecnico-militare come elmetto e giubbotto antiproiettile.

Serve anche che le Autorità italiane autorizzino la partenza, come spiega Marco Schiara, 53enne bancario di Torino, che ha manifestato la volontà di partire per l’Ucraina. “Devo fare il passaporto ma immagino che non sia poi tanto complicato di questo periodo averlo – ha detto in un’intervista a Repubblica – Poi serve un visto rilasciato dall’Ucraina e l’autorizzazione delle autorità italiane a partire. Non voglio trovarmi nella situazione di tornare in Italia, se dovessi tornare, e avere dei problemi per essere stato a combattere in un altro paese, non voglio essere considerato un terrorista o un sorvegliato speciale”.

Marco ha raccontato di essere pronto a partire al fianco dell’Ucraina: “Voglio difendere i diritti dell’Ucraina e di tutta l’Europa”, spiega. La sua famiglia ha già dato disponibilità per accogliere gli sfollati ma a lui non è sembrato abbastanza. “Bisogna fare tutto il possibile in questo momento”. Marco non ha esperienza militare: “Soltanto il servizio di leva che ho fatto quando ero ragazzo, come bersagliere della compagnia controcarri Goito, di operatività diretta Nato. Poi ho il porto d’armi ma lo uso solo per sparare ogni tanto al poligono per puro spirito ludico. Sono un bancario, non un militare”.

Ma Marco, nonostante la contrarietà della moglie e la paura che una guerra può fare, è deciso a partire: “Se non mi spaventasse sarei un folle. Proprio perché mi spaventa sono disposto a partire. Putin sta dimostrando che le sue mire vanno oltre l’Ucraina, il conflitto potrebbe estendersi con conseguenze ancora più gravi. Se ci fosse un attacco nucleare non sarebbe più al sicuro nessuno, in tutto il mondo. Vivere a Torino o Kiev farebbe davvero poca differenza a quel punto. Purtroppo tanti segnali dicono che stiamo andando in quella direzione”.

La chiamata alla armi fatta dal presidente Volodymyr Zelensky ai cittadini di tutto il mondo, ha un precedente storico delle brigate internazionali create durante la Guerra civile spagnola fra cui militò anche lo scrittore britannico George Orwell. Qualche governo si è anche già fatto avanti come l’Inghilterra, la Danimarca, Israele e Svezia. Ci sarebbero anche 70 samurai giapponesi volontari per difendere Kiev dall’offensiva russa. Tra di loro ci sono 50 ex membri (in gran parte ufficiali) delle Forze di autodifesa del Giappone e anche due veterani della Legione straniera francese. Tutti hanno compilato la richiesta per andare a combattere con le forze di Kiev. Lo riporta il giornale giapponese Mainichi Shimbun, citando un’organizzazione di Tokyo.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.