Che direzione prenderà “l’endgame” in Ucraina, come finirà il conflitto innescato dal presidente russo Vladimir Putin ormai da oltre due settimane, una guerra che ancora oggi il Cremlino definisce “operazione militare speciale”?

Una risposta è complicata perché sul terreno ucraino ad ogni ora si assiste ad un nuovo scombussolamento della situazione. L’unica certezza è che il piano di ‘guerra lampo’, lo scenario che le alte gerarchie militari avevano promesso allo Zar del Cremlino, è ormai fallito lasciando le forze armate in un pantano di difficile risoluzione.

A dare cinque scenari di fine-guerra è il Financial Times di Londra, che dopo aver ascoltato esperti ed analisti di diversi settori prova ad ipotizzare come potrebbe terminare il conflitto.

Vittoria totale di Putin e cacciata di Zelensky

Il primo scenario è ovviamente quello preferito di Vladimir Putin e, drammaticamente, quello considerato più probabile dagli esperti sentite dal Financial Times. Parliamo della vittoria totale russa, la conquista di Kiev col rovesciamento del governo di Volodymyr Zelensky (con esilio o addirittura omicidio) e l’instaurazione di un esecutivo fantoccio, magari guidato dall’ex numero uno di Kiev Viktor Yanukovich, costretto a scappare nel 2014 dopo le rivolte di Euromaidan.

Uno scenario che comunque Putin pagherebbe a caro prezzo, tra perdite militari ed economiche e isolamento internazionale. 

Vittoria parziale di Putin e spartizione dell’Ucraina

Il secondo scenario prevede una spartizione dell’Ucraina, un Paese da dividere in due tra un parte ovest ancora in mano al presidente Zelensky, filo-occidentale e con capitale a Leopoli, e una parte est in mano alla Russia con un governo fantoccio a Kiev sul modello di Crimea e Donbass. 

Si tratterebbe così dell’auspicato “cuscinetto” che Putin reclama da tempo contro l’avanzata a Est della Nato. Una soluzione che è sempre più discusso nelle cancellerie occidentali alleate di Zelensky, che salverebbe così la nazione da una guerra infinita e perdite umane enormi.

Il negoziato

La soluzione diplomatica al momento appare lontana, ma il proseguire del conflitto e le perdite sul fronte economico e ‘umano’ di entrambe le parti potrebbe spingere a trovare un compromesso. Una delle soluzione sarebbe quella di una “finlandizzazione” dell’Ucraina, con l’inserimento della neutralità permanente in Costituzione e il riconoscimento della Crimea e delle due Repubbliche separatiste nel Donbass.

Per Putin però non sarebbe una vittoria totale: nei confronti della Russia l’occidente non revocherebbe le sanzioni che stanno strangolando la fragile economia di Mosca.

La sconfitta di Putin

È lo scenario più ottimistico per Zelensky e gli alleati occidentali. Una sconfitta dello Zar Putin che non arriverebbe sul campo di battaglia ma nelle stanze del Cremlino, con il rovesciamento dell’uomo forte di Mosca dopo 22 anni di guida del Paese. 

Stati Uniti e alleati sperano nel malcontento della popolazione ma soprattutto di oligarchi e alte gerarchie militari, sulla scia delle pesanti sanzioni economiche che stanno mettendo a dura prova il Paese. Va detto che almeno ad oggi non vi sono grandi segnali di questo tipo da Mosca, dove il controllo di Putin resta saldissimo. 

La guerra totale tra Russia e Nato

È lo scenario più catastrofico, per cui parlare di “terza guerra mondiale” non sarebbe un eufemismo. L’ingresso in guerra dell’Alleanza atlantica non può essere escluso del tutto, anche se per ora la Nato si è rifiutata di concedere la no-fly zone al governo di Kiev. 

L’ingresso in guerra potrebbe essere provato da un ‘incidente’ in Polonia, membro della Nato e acerrimo nemico di Putin. Non a caso Mosca ha chiarito che l’invio da parte di Varsavia di caccia Mig-29 a Kiev aprirebbe “uno scenario molto indesiderabile e potenzialmente pericoloso”.

Redazione