Ormai nell’arena politica ci aspettiamo che entri di tutto, comici, attrici porno, comunisti rivoluzionari, divi del cinema, magnati, attori televisivi. Da Grillo a Cicciolina, da Toni Negri a Reagan, da Berlusconi a Trump fino a Zelensky, per non parlare di Tortora, Sgarbi o Clint Eastwood. Fra poco (forse) anche un pluri-omicida italiano verrà candidato e, dal Regno Unito, addirittura un signore che si presenta sotto le mentite spoglie di un bidone della spazzatura, e il suo nome è tutto un programma: Count BinFace. In UK, la situazione politica diventa ogni giorno di più colma di contraddizioni e di incapacità di risolverle: negli ultimi vent’anni, dal dopo Tony Blair ad oggi, si sono succeduti ben otto premier, con l’ottavo (Burnham) entrato in carica proprio ieri. Il suo predecessore, Starmer, lascia il suo mandato con una frase di commiato che pare di per sé una battuta sarcastica, visto il suo attuale appeal presso i britannici: “il mio lavoro è terminato; lascio un paese migliore e un’economia più forte”.

Burnham dal canto suo promette di introdurre i cambiamenti più importanti degli ultimi quarant’anni (sic!). Ma ormai nemmeno nel Regno Unito nessuno crede più ai messaggi e alle parole d’ordine della politica e dei politici. Se ne stanno accorgendo anche nella contea di Clacton-on-Sea: alle prossime elezioni suppletive per eleggere un parlamentare in quel collegio, fra un mese, il principale avversario di Nigel Farage potrebbe essere “Count Binface”, un candidato satirico che interpreta un personaggio immaginario che indossa un bidone della spazzatura sulla testa. I sondaggi di questi giorni effettuati da Ipsos-Mori, forse il più serio istituto di ricerca in Europa, ha registrato un risultato clamoroso: questo “faccia-di-bidone”, Count Binface, ha fatto registrare un livello di intenzioni di voto pari al 33% degli intervistati, superando lo stesso Nigel Farage, che si ferma al 21%. La sua partecipazione ha finito per dare a queste suppletive un tono farsesco, molto lontano dalla «lotta contro l’establishment» che il populista Farage si era ripromesso di fare. Alcuni importanti leader politici locali e nazionale hanno perfino dato il proprio sostegno pubblico a Count Binface in opposizione a Farage: esponenti conservatori e laburisti, e perfino il neo-premier Burnham ha fatto un post sui social per sostenerlo. La parlamentare dei Verdi Hannah Spencer, ironizzando sulla situazione, ha detto che alle elezioni a Clacton ci saranno «un candidato ridicolo pieno di spazzatura, e Count Binface».

Nel paese oltremanica come negli altri paesi occidentali la deriva sembra essere ormai chiara: non ci si fida più della politica, le elezioni stanno per diventare una farsa oppure un appuntamento da evitare o da boicottare. Una sorta di “spirale della sfiducia” coinvolge ormai sempre più la popolazione mondiale, ogni giorno più convinta che il mondo gira ormai intorno a strutture incontrollabili, dove i partiti e i governi contano poco, dove le decisioni vengono prese da strutture economiche e finanziarie che badano poco ai bisogni e alle opinioni degli elettori.
E allora anche le consultazioni elettorali diventano quasi un gioco, uno sberleffo, perfino tra chi è ancora disposto a uscire di casa per manifestare la propria opinione politica. Tempi duri sono alle porte: una Europa indecisa tra l’adesione alla destra populista o alla farsa.

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