Secondo giorno di consultazioni. Spuntano nomi, si vociferano, si ipotizzano i profili dei Presidenti del Consiglio che potrebbero ricevere l’incarico mentre i colloqui del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella continueranno fino a domani. Oggi – dopo gli incontri dei Presidenti del Senato Casellati e della Camera Fico di ieri – è il turno di di gruppi e componenti parlamentari. Alle ore 10:00 gruppo Parlamentare ‘Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)’ del Senato; ore 10:30-12.30 e 16:00-16:45 rappresentanti dei gruppi Misti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati; ore 16:45 gruppo parlamentare “Liberi e Uguali” della Camera; ore 17:30 gruppi Parlamentari Italia Viva – Psi del Senato della Repubblica e Italia Viva della Camera; ore 18:30 gruppi parlamentari Pd di Senato e Camera

Il premier dimissionario continua a lavorare alla maggioranza delle Camere – soprattutto al Senato, dove ha ottenuto la sola maggioranza relativa nel voto della scorsa settimana. Ieri altro messaggio durissimo di Matteo Renzi, l’ex premier e fondatore di Italia Viva che ha aperto la crisi ritirando la sua componente nella maggioranza. Renzi ha attaccato “l’autentico scandalo dei responsabili” e “la creazione di gruppi improvvisati”. Conte sta cercando di rafforzare il gruppo parlamentare al Senato: obiettivo è smarcarsi da Renzi, renderlo ininfluente, o almeno arrivare alla trattativa in una posizione di forza. I numeri adesso lo costringono infatti a trattare con il senatore di Italia Viva. Non risulta nessun contatto al momento dei due.

Non è ancora chiaro se salendo al Quirinale Renzi avanzerà dei nomi alternativi. Ieri intanto il passaggio del senatore Vitali di Forza Italia nel gruppo dei responsabili. La maggioranza è a 155, ne servirebbero almeno altri sei, a quanto pare. Spuntano intanto i nomi di Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle e attuale ministro degli Esteri, e dell’ex premier e attuale Commissario europeo per gli affari economici e monetari Paolo Gentiloni. Un’investitura, a Di Maio, non esclusa da Teresa Bellanova, ex ministra di Italia Viva, che ha portato il ministro a dover giurare fedeltà a Conte. Forse un tentativo di creare tensioni.

Più o meno la stessa situazione per l’ipotesi Fico. Marta Cartabia potrebbe essere la strada giusta di un governo tecnico, come scrive Repubblica. Sulla tenuta del Partito Democratico, scrive il Corriere della Sera, c’era qualche riserva. Il segretario Nicola Zingaretti ha comunque confermato lealtà a Conte anche perché con un esecutivo Franceschini, Guerini o Gentiloni “l’opinione pubblica penserebbe che il Pd era d’accordo con Renzi”.

Non sarebbe cosa da poco per i 5 Stelle cedere al Pd il premier. Gentiloni garantisce comunque un profilo di affidabilità, corrisponde alla maggioranza Ursula della Commissione Europea. L’opposizione: il segretario della Lega Matteo Salvini dice: mandiamo Conte e ragioniamo, l’ex ministro del Carroccio Centinaio non chiude a trattative con Renzi; il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi più favorevole a larghe intese che alle urne; Girogia Meloni di Fratelli d’Italia non cambia idea: voto.

Antonio Lamorte