Paulo Dybala è un nuovo giocatore della Roma. E a Napoli si mangiano le mani: i tifosi partenopei avevano sperato e ci avevano creduto davvero di vedere la Joya in maglia azzurra. E invece sarà giallorossa la maglia che l’attaccante argentino vestirà nella prossima stagione dopo essersi svincolato a giugno dalla Juventus. Evidentemente più convincente l’offerta della Roma, più accattivante il progetto del club, più forte il richiamo dell’allenatore José Mourinho, tra i più titolati e carismatici al mondo che alla prima stagione ha vinto la Conference League alla società capitolina.

L’ok definitivo è arrivato nella notte, come racconta l’esperto di calciomercato Gianluca Di Marzio. Il direttore sportivo giallorosso Tiago Pinto è arrivato ieri a Torino. Contratto di tre anni, fino al 2025, da sei milione a stagione con bonus inclusi. Farà le visite mediche in Portogallo, verso il quale è partito con lo stesso Pinto e con Dan e Ryan Friedkin, i proprietari della società che ieri sono stati decisivi con una call che ha convinto definitivamente il calciatore. Alla Joya è stata assicurata centralità nel progetto della squadra.

Dybala ha accettato una proposta inferiore rispetto a quella di 10 milioni richiesta a inizio mercato che aveva stroncato i rapporti con i bianconeri e che lo aveva avvicinato a Inter, Napoli e Atletico Madrid. La 10, la maglia mai più assegnata dal ritiro del mito romanista Francesco Totti, è libera. L’argentino (va detto: negli ultimi anni spesso funestato dagli infortuni) può diventare il nuovo idolo della piazza. Dopo le esperienze con le maglie di Palermo e Juventus (con quest’ultima 82 gol in 210 presenze e cinque campionati di Serie A vinti) la Joya arriva nella Capitale, infiamma i tifosi giallorossi.

Grande entusiasmo a Roma, tanta delusione a Napoli. La società di Aurelio De Laurentiis esce a pezzi da questa operazione: l’argentino ha preferito l’altra sponda del derby del sole, e non solo per questioni di soldi quanto per il progetto che sarebbe risultato all’atleta più convincente. Il colpo Dybala era sembrato verosimile la settimana scorsa, mentre continua il ritiro di Dimaro e dopo gli addii di Lorenzo Insigne, Kalidou Koulibaly e (dato praticamente per certo) Dries Mertens. Addii che hanno rappresentato la fine di un’epoca per gli Azzurri. Il rinnovamento però stenta a partire.

L’attaccante ex Juve avrebbe esaltato la tifoseria, un ambiente che da anni vive in maniera nevrotica il rapporto con la squadra e soprattutto con la società (De Laurentiis viene definito “Pappone”: non investe abbastanza secondo la tifoseria). Da quell’ammutinamento contro il ritiro nell’autunno del 2019 che portò all’esonero di Carlo Ancelotti e all’arrivo in panchina di Gennaro Gattuso (il Napoli ha fallito per due anni di fila la qualificazione in Champions League, dove tornerà a giocare quest’anno con Luciano Spalletti, mentre Ancelotti ha appena vinto la Champions con il Real Madrid).

Sabato scorso la rosa è stata applaudita dai tifosi a Dimaro, la società è stata fischiata. Si è tornato a parlare intanto dell’attaccante spagnolo Gerard Deulofeu per l’attacco del Napoli. Praticamente impossibile che qualche altro colpo di mercato possa placare la delusione della piazza a questo punto. La contestazione continua (tantissimi i commenti e i post sui social network in queste ore) sul nuovo tormentone: “A16”, l’autostrada per raggiungere Bari, dove la famiglia De Laurentiis ha investito nella società appena salita in serie B. Un invito a De Laurentiis a lasciare il club.

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.