Partiti. Roma, 18 luglio, Centro Congressi Cavour. Europeisti.eu parte seconda. Dopo la presentazione al Teatro Franco Parenti di Milano, lunedì 15 giugno, è l’ora di diventare operativi. La sala, per la sua naturale capienza massima, è interamente occupata. Circa 200 persone la riempiono, sfidando le temperature bollenti che Roma offre in questi giorni di estate torrida. Fa nulla. La voglia di esserci, di mostrare entusiasmo e larga partecipazione, che il movimento offre a tutti, è molto più determinante. Il claim è di alto impatto, “Per l’Europa Patria”. Tutto nasce da un’idea di Sergio Scalpelli, Piercamillo Falasca, Daniele Nahum e di Pina Picierno, europarlamentare che da poco, abbandonando il Pd, ha evidentemente ben capito che nel partito si è molto assopito l’atteggiamento e la voglia di affermare, in modo forte, il ruolo influente e autorevole che una posizione come quella dell’Europa deve assumere.

C’è un’esigenza forte, che peraltro si rincorre da qualche anno, di formare e far venire a galla la formazione di un centro politico equidistante dai due poli. Quindi ci si deve allontanare da un sovranismo di destra, ma anche da certe ambiguità filorusse a sinistra. Un europeismo forte, una visione netta e non ambigua. La giornata dei lavori al Centro Congressi è stata molto intensa. Si è articolata su due momenti di importanti confronti e scambio di idee. Una si è svolta lungo il corso della mattinata e un altro momento nella fascia di orario pomeridiano. Si sono susseguite le relazioni introduttive dei co-promotori del movimento Daniele Nahum, Piercamillo Falasca e Bianca Hermanin. Poi è stato il turno di Aldo Torchiaro, firma de Il Riformista, che partecipa attivamente alla realizzazione di questo progetto. Ha ben spiegato e argomentato che è quanto mai necessario – e anche in tempi ragionevoli – adoperarsi per essere riformisti per un centro europeista forte, che deve avere una grande responsabilità di battersi, vigilare e promuovere azioni determinanti contro quei, ormai evidenti a tutti, pericoli rappresentati da un’influenza di dominio russo nel nostro Paese. È oramai permeata nel tessuto sociale un’azione di cognitive warfare, ci si allontana dalle guerre convenzionali e dei pesanti armamenti, e il fronte si aggiorna su una guerra di impossessamento e di distorsione delle idee. Bisogna assolutamente contrastare il progetto Conte-Vannacci, per incamminarsi e lavorare a un programma che per la prossima legislatura veda un’Europa federale, forte, di Difesa comune, di riforme, di competenze e di fedeltà occidentali.

Si sono susseguiti altri interventi come quello di Fabrizio Cicchitto, direttore di Civiltà Socialista, che ha ben rimarcato la grande chance che si ha in questo momento di fare in Europa un grande salto di qualità, o l’alternativa è di sprofondare ulteriormente. Un interessante dialogo tra Ettore Rosato, vicesegretario di Azione, e Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia, ha catturato in modo massimo l’attenzione dei presenti. Nevi si è detto ben contento e di gradire la nascita di un polo europeista; non potendo sapere, allo stato, se in futuro si potrà fare un pezzo di cammino insieme, ha però affermato che l’Europa è da sempre il faro per i valori per cui si battono gli azzurri, in Italia quanto a Bruxelles.

Nel pomeriggio si sono formati ben 7 tavoli tematici di confronto e discussione che hanno affrontato diversi temi, tra cui sicurezza e Difesa, demografia e welfare, crescita e libertà, istituzioni e cittadinanza europea, IA e sovranità tecnologica. Infine si è parlato anche di come organizzarsi per raggiungere l’obiettivo della costituzione di altri 50 hub territoriali e campagne di partecipazione attiva della cittadinanza. A fine dei lavori, Falasca ha presentato un sondaggio commissionato a SWG sull’operazione del Polo Europeista per meglio comprendere il sentiment dell’opinione pubblica. Il dato è interessante. Si registra una buona fiducia, riguardo il campione intervistato, sulle istituzioni e nella Commissione europea. È un punto iniziale che deve spronare e deve alimentare questo cammino, facendoci tutti viva testimonianza. È prioritario parlare in termini sempre più forti di un europeismo centrista, anche per poter doverosamente rivolgersi a quel 50% di elettorato attivo sfiduciato a recarsi alle urne.