Riapertura dei mercati agricoli, via libera alla consegna di cibo a domicilio, sostegno alle imprese turistiche. E poi nuove norme per la gestione in sicurezza degli esercizi pubblici, sistemi di sanificazione e assistenza sanitaria in caso di emergenza. Ecco alcune delle mille e più proposte al vaglio del governatore Vincenzo De Luca in vista della fase 2 attesa per il 4 maggio, quando le restrizioni imposte dal governo regionale e da quello nazionale per arginare la diffusione del Coronavirus dovrebbero essere allentate. Il termine fissato dalla Regione era il 18 aprile. Già nello scorso weekend, i suggerimenti per la ripresa delle attività economiche superavano quota mille. Chi lavora fianco a fianco con De Luca, però, assicura che i documenti continuano ad arrivare, nonostante il termine sia abbondantemente scaduto, e che il governatore li sta analizzando con grande attenzione.

A rivolgersi al numero uno di Palazzo Santa Lucia sono state innanzitutto le associazioni di categoria. La Fiavet Campania, che riunisce i titolari di agenzie di viaggio, ha sollecitato misure di sostegno alle imprese turistiche colpite dalla crisi, investimenti nella formazione dei lavoratori chiamati a confrontarsi con una realtà economico-sociale radicalmente mutata, strategie per attirare i vacanzieri non appena sarà nuovamente possibile viaggiare.

Da Confcommercio, invece, sono arrivate proposte come la sospensione per sei mesi degli adempimenti fiscali, contributivi e previdenziali, la soppressione delle imposte locali per il 2020, la previsione di una indennità d’impresa una tantum per le imprese, la semplificazione nell’accesso alla cassa integrazione in deroga e al fondo di integrazione salariale. Coldiretti, invece, ha battuto sulla riattivazione delle consegne di cibo a domicilio: una misura indispensabile per dare ossigeno agli agriturismi e alle aziende agricole la cui attività è, al momento, paralizzata.

L’associazione ha chiesto anche la riapertura di ristoranti e pizzerie, indispensabile per alimentare la domanda di prodotti come la mozzarella per la quale si è registrato un calo delle richieste pari addirittura al 90 per cento. A De Luca si sono rivolti anche i sindaci, a cominciare da quelli delle città più colpite dalla crisi. “Serve una visione unitaria considerando che il sistema turistico è formato da molteplici attività e include promozione, incoming, trasferimenti, accoglienza, sistemazione e ristorazione fino all’eventuale assistenza sanitaria da fornire in caso di alert”, spiega Giuseppe Cuomo, sindaco di Sorrento.

L’ok alle consegne di cibo a domicilio è invece l’obiettivo del primo cittadino di Castellammare, Gaetano Cimmino, che a proposito sottolinea la necessità di adottare “le dovute precauzioni in materia di limitazione del contagio, mediante pagamenti online e corrieri dotati di mascherine, guanti monouso e ogni dispositivo di protezione per evitare contatti pericolosi per la salute dei clienti”. Sulla scrivania del governatore De Luca ci sono anche le proposte di singoli cittadini desiderosi di offrire il proprio contributo alla ripresa dopo il lockdown. “Tutte le proposte sono all’insegna della cautela e sostengono una riapertura graduale – fanno sapere dallo staff di De Luca – La Regione sta vagliando ogni istanza ed è pronta ad assumere decisioni per riavviare le attività economiche e sociali nel rispetto della salute pubblica”.

Classe 1987, giornalista professionista, ha cominciato a collaborare con diverse testate giornalistiche quando ancora era iscritto alla facoltà di Giurisprudenza dell'università Federico II di Napoli dove si è successivamente laureato. Per undici anni corrispondente del Mattino dalla penisola sorrentina, ha lavorato anche come addetto stampa e social media manager prima di cominciare, nel 2019, la sua esperienza al Riformista.