E’ stato trovato morto nel bagno della comunità dove era stato collocato in seguito a un tentativo di rapina. La vittima è un ragazzo di 16 anno, originario di Boscoreale, comune in provincia di Napoli, deceduto dopo essersi impiccato nei locali della comunità di Villa di Briano (Caserta). Accanto al corpo del giovane, ritrovato in un bagno della struttura, è stato trovato un biglietto.

Inutili i soccorsi da parte dei sanitari del 118. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Aversa che stanno svolgendo le indagini. Disposta dal magistrato di turno della procura di Napoli nord l’autopsia.

Ogni anno in Campania si contano in media 5mila ragazzi, tra i 12 e i 18 anni, identificati e riaffidati ai genitori o condotti in comunità di recupero per episodi di disagio e devianza, atti di bullismo, risse. Circa 250 sono quelli che affrontano percorsi rieducativi, 150 quelli affidati a comunità, circa 70 quelli detenuti nei centri di accoglienza per minori per accuse relative a reati penalmente rilevanti. Sono un mondo, delicato e complesso al tempo stesso. Dietro ognuno di loro c’è una diversa storia di povertà e disagio, di abbandono e sofferenza, di criminalità e mancanza di alternative.

Nel 40% dei casi hanno abbandonato la scuola troppo in fretta e così la povertà culturale diventa uno dei fattori che alimenta il fenomeno della criminalità minorile. L’altro fattore è la camorra, presente e diffusa anche nelle vite dei più piccoli attraverso legami familiari o amicizie di quartiere. A rischio sono quindi i figli dei camorristi, i figli degli affiliati, i boss in erba, i giovani che si armano per fare stese e rapine a mano armata. A queste realtà se ne affiancano però anche altre, non meno pericolose: sono le cosiddette baby gang, quelli della violenza anche senza motivo, degli accoltellanti e delle risse in strada, delle aggressioni a tutte le ore del giorno ad opera di ragazzini che spesso non hanno nemmeno l’età imputabile.

Redazione