Mani di donne che si stringono puntando verso l’alto. Google ha deciso di celebrare con un doodle dedicato la Giornata Internazionale della donna. Nel piccolo video un cartoon riassume tutti i primati delle donne.

Le donne protagoniste del doodle sono scienziate, paladine dei diritti civili, atlete, artiste cantanti, astronaute: la loro forza è rappresentata dalle loro mani con cui possono fare tutto. Le stesse mani intrecciate tra loro che puntano in alto: un messaggio di inclusività e solidarietà per ricordare tutti i traguardi raggiunti dalle donne.

“Volevo trovare un modo per rappresentare un’ampia gamma di donne che raggiungono risultati straordinari”, spiega la doodler Helene Leroux in un’intervista pubblicata da Google. “Spero che il Doodle possa ispirare le donne a perseguire i propri desideri, continuando a lottare per i propri diritti, e consegnando il messaggio alle generazioni future. Ci sono ancora molti campi e opportunità da scoprire, spero che le donne si sentano spronate a seguire le proprie passioni”.

La Giornata internazionale dei diritti della donna fu istituita dall’ONU il 16 dicembre 1977. Una giornata che fu ritenuta necessaria per mettere al centro dei dibattiti la parità di genere e ufficializzando una ricorrenza che si teneva, in date diverse, già in molti Paesi del mondo.

A lungo c’è stata la convinzione che la data dell’8 marzo fosse stata scelta per un clamoroso incendio avvenuto in una fabbrica di camicie di New York l’8 marzo 1908 durante il quale persero la vita molte donne, soprattutto povere. Poi si scoprì che quell’industria non era mai esistita. Un incendio divampò davvero il 25 marzo 1911 e in quell’occasione persero la vita numerose donne, molte delle quali povere e immigrate. Un 8 marzo importante è quello del 1917: a San Pietroburgo le donne scioperarono per chiedere la fine della Prima guerra mondiale, proteste che sfociarono nella Rivoluzione russa.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.