Sarà Beatrice Venezi la madrina e proclamatrice del vincitore della gara delle Nuove Proposte alla 71esima edizione del Festival di Sanremo. Stasera la finale tra i quattro finalisti: Gaudiano, Folcast, Wrongonyou e Davide Shorty. Artisti che Venezi ha già avuto modo di conoscere durante AmaSanremo, il percorso di selezioni della categoria degli emergenti al Festival. Venezi è una delle direttrici d’orchestra più note in Italia, anche per via della sua giovane età: 31 anni.

Classe 1990, Venezi compie 31 anni proprio oggi, il 5 marzo, il giorno della quarta serata a Sanremo. È Toscana, viene da Lucca. Ha cominciato a suonare a sette anni e si è diplomata in pianoforte e direzione d’orchestra al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Ha diretto la nuova Scarlatti a Napoli e dirige l’Orchestra della Toscana e l’Orchestra Milano Classica. È stata inserita da Forbes tra i 100 under 30 più influenti d’Italia. Per Il Corriere della Sera è stata tra le 50 donne più creative dell’anno nel 2017. Ha diretto orchestre in tutto il mondo: dal Giappone all’Argentina, dal Libano al Canada. È esperta del repertorio pucciniano.

Venezi pubblica la sua musica con la casa discografica Warner Music. Il suo lavoro d’esordio è My Journey. Ha un profilo anche politicamente vivace: ha pubblicato il libro Le sorelle di Mozart, dedicato a musiciste geniali e innovative anche se spesso dimenticate.

Era nella giuria di AmaSanremo – con Morgan, Piero Pelù e Luca Barbarossa – che ha scelto gli otto finalisti della categoria. I quattro che si contenderanno la vittoria saranno giudicati dalla Giuria Demoscopica, dalla Giuria della sala stampa e dal televoto. È interessata alla contaminazione: alto e basso, classica e popolare, elettronica e trazione.

“Sono molto emozionata anche perché non sono molto avvezza a palchi televisivi. Mi sento una madrina di questi giovani, che ho seguito con grande attenzione e ho cercato di guidare attraverso i miei consigli. Mi ritrovo molto, mi ricordo quando ero bambina, sognavo il podio, le sale da concerto. Rivedo quell’emozione, le aspettative, i sogni, sono felice di seguirli anche in questa fase finale e curiosa del risultato finale – ha detto in conferenza stampa – Se Sanremo è un po’ lo specchio del nostro paese, tutta questa attenzione ai giovani è un grandissimo segnale di innovazione, di modernità. i giovani non sono solo il futuro, sono già il presente dell’Italia”. E quindi ha aggiunto: “La musica classica non è da vecchi: portarla in un contesto diverso dal solito è veramente importante, consente di arrivare a un pubblico più ampio, di dimostrare che un contenuto apparentemente elitario invece appartiene a tutti”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.