Il sentimento anti-straniero è aumentato online e nelle strade. Le teorie della cospirazione antisemita si sono diffuse e si sono verificati attacchi anti-musulmani relativi al Covid-19“. Antonio Guterres lancia l’allarme sulla preoccupante escalation di razzismo e odio causate dal coronavirus. Il Segretario Generale dell’Onu ha postato le sue dichiarazioni sul suo account Twitter, accompagnandole a un video messaggio.

Guterres non ha fatto riferimento a Paesi in particolare. Ha sottolineato però che la pandemia oltre ad aver causato (dati della Johns Hopkins University) 3.871.718 contagi in tutto il mondo e 270.279 vittime, “continua a scatenare uno tsunami di odio e xenofobia”. Secondo il Segretario Generale migranti e rifugiati sono stati “diffamati come fonte del virus ed è stato negato loro l’accesso alle cure mediche“. Le parole di Guterres arrivano proprio mentre in Italia il governo discute sulla regolarizzazione dei lavoratori stranieri. E dopo che a inizio aprile il governo ha chiuso i porti con un documento interministeriale. Il Segretario dell’Onu ha fatto riferimento anche a “meme spregevoli” che parlavano delle persone anziane – le più vulnerabili al Covid-19 – come “le più sacrificabili”. Ad essere presi di mira a causa del loro lavoro, ha continuato, anche “giornalisti, informatori, professionisti della salute, operatori umanitari e difensori dei diritti umani”.

Tra le diverse teorie razziste circolate con il virus quella secondo la quale i neri fossero meno suscettibili a infettarsi. Una teoria subito smentita dai dati, diffusi da The Hill, secondo il quale la maggior parte delle vittime negli Stati Uniti sono, in alcune zone, appartenenti alle minoranze dei latinos e degli afroamericani. Episodi di discriminazione sono stati denunciati da diversi appartenenti della comunità africana in Cina. Anche il digital divide ha evidenziato come la pandemia non sia stata una “livella” tra i ricchi e i poveri, come dimostrato dalle diverse possibilità di poter continuare a seguire le lezioni da remoto. E che invece abbia accentuato le disuguaglianze e occasioni di discriminazione.