C’è chi la definisce una riforma epocale ma di epocale ha solo la diminuzione della democrazia. Il taglio dei parlamentari, così come previsto dall’attuale riforma costituzionale, penalizzerà fortemente i territori dal momento che taglia in maniera lineare e non riparametra la rappresentanza.  Saremo così il Paese in Europa con il maggior divario tra elettori ed eletti.

Eletti che diventeranno troppo pochi rispetto al numero di persone per le quali dovrebbero, invece, farsi portavoce di necessità ed esigenze. In questo modo si ferisce la rappresentanza dei diritti. Ossia, la democrazia. Inoltre la riforma approvata non va a modificare il grosso difetto dell’attuale meccanismo legislativo, ovvero non abolisce il bicameralismo perfetto. Ridurre il numero dei parlamentari lasciando intatta l’attuale architettura bicamerale ha conseguenze negative sull’efficacia del Parlamento, peggiorandola.

Perché il suo funzionamento non può migliorare, se le medesime mansioni devono essere svolte da un numero inferiore di persone, indipendentemente dalla qualità delle stesse. Insomma, una riforma fatta male, presentata come prolifica di grandi risparmi per la spesa pubblica. Ma, diversamente da quanto spesso sbandierato, non produce effetti di rilievo per le casse dello Stato. Perché i risparmi ottenuti corrispondono al valore di pochi spiccioli all’anno per ogni cittadino italiano. Valgono così poco i nostri diritti? Ecco perché è il caso di votare un netto ‘No’ al prossimo referendum costituzionale. Per bocciare una riforma che penalizza tanto, anzi troppo, la nostra democrazia.

Senatrice. Presidente Commissione Difesa. Vicepresidente vicaria Gruppo Italia Viva-Psi. Componente Commissione Antimafia. Eletta al Senato nella Circoscrizione Estero, ripartizione Europa. Per due volte Deputata, è al suo terzo mandato da parlamentare. È stata capogruppo nella Commissione parlamentare Antimafia alla Camera. Si è sempre distinta per l’impegno nella lotta internazionale alle mafie, tanto da fondare nel 2007 fra gli italiani in Germania l’associazione ‘Mafia? Nein Danke!‘ che ha guidato la più grande ribellione contro fenomeni estorsivi all’estero, portando in carcere due camorristi a Berlino. Nel 2010 è stata fra i promotori del codice etico antimafia per le liste elettorali pulite, votato dalla Commissione. Nel 2014 viene nominata coordinatrice del Comitato ‘Lotta alla criminalità mafiosa su base europea e internazionale’ in occasione del Semestre di presidenza italiana dell'Unione europea. Insignita del titolo di Commendatore della Grande stella al Merito (Bundesverdienstkreuz) dal Presidente della Repubblica tedesca, Gauck, per i suoi meriti come “Brückenbauerin in Europa”, Laura Garavini è stata minacciata nel 2015 da alcuni esponenti di estrema destra, dopo aver denunciato la presenza di pagine Facebook inneggianti al Fascismo.