In Israele per la terza volta in un anno ci sono in corso le elezioni. Lo spoglio è ancora in via di verifiche ma per ora Benjamin Netanyahu sembra aver sbancato tutti. Il Likud infatti è al 29%. La coalizione del premier avrebbe 59 seggi sui 61 necessari per la maggioranza. Come scrive il Jerusalem Post, con 36 seggi previsti, in vantaggio su Bianco e Blu di Benny Gantz, fermo al 23% con 28 seggi. La Lista dei partiti arabi è terza al 12 %.

Il premier uscente si dichiara vincitore e dice: “E’ il più grande successo della mia vita, contro ogni previsione”. Netanyahu poi fa sapere che formerà un governo “nazionalista”. I risultati verranno comunicati in maniera definitiva questo pomeriggio, in seguito a un processo di verifica per garantirne la correttezza. Ma al momento il partito di centrodestra Likud del primo ministro uscente Benjamin Netanyahu è al primo posto con 36 seggi, seguito da Blu e Bianco, il partito centrista che a settembre aveva ottenuto la maggioranza relativa dei voti, con 28 seggi; Lista Unita, il partito di centrosinistra che rappresenta gli arabo-israeliani, è al terzo posto con 15 seggi.

Le elezioni sono succedute alle prime due tenute ad aprile e a Settembre del 2019, le quali non avevano prodotto risultati soddisfacenti tanto da formare una maggioranza che potesse sostenere un governo. Questo soprattutto a causa della frammentazione del quadro politico israeliano. Nonostante, o forse per, questo l’affluenza alle urne è stata registrata come la più alta dal 1999.

Il trionfo di Netanyahu è stato commentato con amarezza da Saeb Erekat, segretario generale dell’Olp (l’Organizzazione per la liberazione della Palestina), che l’ha definito la vittoria di “insediamenti, annessione e apartheid”. “Netanyahu ha stabilito che continuare l’occupazione e i conflitti portano progresso e prosperità a Israele. Per cui ha deciso di consolidare le fondamenta e i pilastri del conflitto e il ciclo di violenza, estremismo, caos e lo spargimento di sangue”, ha aggiunto l’alto consigliere del presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas in una nota. ”Il prossimo passo è l’annessione. La parte sbagliata della storia”, ha sottolineato Erekat.