Oggi si discute se sciogliere Forza Nuova. E ci si richiama alla Costituzione che vieta la formazione del partito fascista, e alla legge Scelba, del 1952, che in attuazione della Costituzione decretò il reato di apologia di fascismo. Avrete letto qualche volta su questo giornale che noi del Riformista siamo sempre stati per l’abolizione di quella legge, come di tutti i reati di opinione. Vorremmo però informarvi di un’altra cosa. Contro quella legge si pronunciò anche il Pci, cioè il partito comunista di Togliatti. E votò contro.

In Senato il discorso nel quale si motivava il voto contrario fu pronunciato da un senatore che si chiamava Walter Audisio. Probabilmente molti di voi non lo conoscono. Il suo nome di battaglia, con il quale era conosciuto nel mondo della sinistra, era Colonnello Valerio. Il colonnello era una figura importante, anche se non di vertice, della Resistenza. Molto vicino a Luigi Longo, cioè al capo dei partigiani comunisti. Fu lui che a Dongo, il 27 aprile del 1945 prese in consegna Benito Mussolini, scovato da un giovanissimo partigiano in fondo a un camion di soldati tedeschi, mascherato da soldato tedesco, e lo accompagnò a Giulino di Mezzegra, lo tenne prigioniero una notte e poi lo abbatté con due raffiche del suo mitra Sten. Insieme a Mussolini fu uccisa anche la sua amante, Claretta Petacci, che cercò di difenderlo. Era stato proprio Longo, probabilmente, a dare l’ordine dell’esecuzione.