‘Lei’ è la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz e marchiata con quel numero. Non citandola mai con il suo nome. Indicandola con il codice numerico che i nazisti le avevano stampigliato sul braccio a 13 anni. Inutile dire che il post su Facebook di Fabio Meroni, capogruppo della Lega a Lissone, in Brianza, consigliere provinciale ed ex deputato, dichiaratamente no vax, ha scatenato molte polemiche.

Per chi “nega il Covid, per chi usa il nazismo, per chi fa quella mascherata di vestirsi da prigionieri dei lager c’è una sola parola: silenzio”, ha detto Segre in questi ultimi giorni.

Dopo la pubblicazione, il gruppo del Pd di Lissone e le liste civiche del centrosinistra si sono dette “inorridite” e hanno chiesto le sue scuse. “Le considerazioni volgari di chi come il consigliere Fabio Meroni equipara le vaccinazioni al nazifascismo – hanno scritto – offendono tutte le persone dotate di consapevolezza storica e di un senso di umanità”. Da qui la richiesta di “pubbliche scuse come unica via per presentarsi con un residuo di dignità di fronte al Consiglio comunale e alla cittadinanza”.

Meroni inizialmente non si è scusato e ha ribadito di non aver apprezzato la presa di posizione di Liliana Segre (che negli ultimi giorni ha richiamato l’importanza della vaccinazione, unica via di uscita contro la pandemia): “Ho il massimo rispetto di Liliana Segre, mio papà ha fatto il partigiano e mio nonno è un cavaliere di Vittorio Veneto. Però non ho apprezzato la sua uscita sul dovere morale di vaccinarsi. Chi è lei per dirlo? Il mondo scientifico è diviso e lo sa lei? Resto della mia idea, sono contro l’obbligo vaccinale e se sarò costretto farò l’iniezione come ho fatto quella per il militare”. E pure la richiesta di scuse del Pd, in prima battuta era stata rinviata al mittente: “Imparino a guardare a casa loro, non sul mio profilo Facebook, dove scrivo quello che voglio”.

Non mi è piaciuta l’uscita della senatrice Segre sui vaccini come unica via di uscita dalla pandemia – ha spiegato Meroni al Giorno. Rispetto la sua storia e non ho mai avuto intenzione di offenderla, ma non condivido quello che ha detto su questo argomento. Non è un medico. Anche nel mondo scientifico c’è disaccordo. Ho usato quel numero perché se avessi scritto il nome della senatrice mi avrebbero bannato da Facebook, ho voluto evitarlo“.

“Non sono vaccinato e sto facendo i tamponi per accedere a consiglio e commissioni, ma è una questione di libertà. Mettessero l’obbligo vaccinale farei l’iniezione come l’ho fatta al militare” ha aggiunto l’esponente della Lega che sulla sua pagina social sta ricevendo messaggi di insulti.

L’irriducibile no vax alla fine si è scusato. Dopo aver resistito per qualche giorno, oggi Meroni ha cancellato il post incriminato e ha anche chiesto scusa sempre sulla sua pagina Facebook: “In questo clima d’odio purtroppo anch’io mi sono lasciato coinvolgere e in modo totalmente sbagliato ho cercato di esprimere il mio pensiero. Voglio chiedere scusa alla senatrice Segre, che non intendevo in nessun modo offendere e se un giorno avrò l’onore di poterle parlare spiegherò personalmente il mio pensiero”. “Ribadisco la mia stima nei suoi confronti. Lascio ad altri, odiatori da tastiera, sfogarsi contro di me”, aggiunge.

Riccardo Annibali