Puntata di ‘Otto e mezzo’ di mercoledì scorso. Ospite di Lilli Gruber, Carlo Calenda. La giornalista, prima di lasciare la parola al leader di Azione, che annuncerà poi il suo voto per il ballottaggio a favore di Roberto Gualtieri, dice parlando di Roberto Michetti: “Il sindaco (candidato ndr.) del centrodestra viene da un mondo della destra, destra, destra, forse anche un po’ neofascista.

Michetti, come confermato dal segretario Udc Lorenzo Cesa, ha mosso i primi passi politici nella Democrazia cristiana. “Io fascista? – ha detto Michetti – Io sono democristiano. Il vero fascismo – continua – è la discriminazione, è additare qualcuno per qualcosa quando non lo è e cercare di ghettizzarlo, oppure cercare di prendere voti ingannando chi va a votare screditando la persona”.

“Sono nato nell’oratorio e militato nella Dc, sono state dette cose infondate e false. Non ho mai avuto rapporti con la destra neofascista, in assoluto”, aggiunge Michetti, che si definisce addolorato per il trattamento ricevuto. Un sentimento die qualche ora più tardi sfocia nell’annuncio di aver presentato una querela nei confronti della signora Gruber. Tutti conoscono la mia storia e sanno bene che quello che è stato detto è falso ed è l’ennesimo tentativo di infangarmi e denigrarmi. Le sue parole, scorrette e superficiali, sono imperdonabili. Non intendo essere diffamato oltre”.

Gruber quindi avrebbe attribuito a Michetti una storia politica inesistente. Logico che Fratelli d’Italia non abbia preso bene le parole della Gruber, e Giorgia Meloni, che sta guardando ai circa 400mila voti incassati da Calenda e Virginia Raggi per portarli al suo front runner al ballottaggio, sbotta: Ma questa vergogna senza pari si può chiamare giornalismo?“. Poi non le manda a dire pure a Calenda, che ha annunciato il suo endorsement personale, e non di lista, per Gualtieri “purché non prenda assessori dei 5Stelle”, cosa che Gualtieri giura di non fare, spiegando che “Azione non si allea con nessuno e resterà all’opposizione, anche in caso di vittoria di Gualtieri”. “Fossi in te – dice Meloni – rifletterei sulla tua capacità di scelta della classe dirigente, che obbliga anche le persone non tenere col Pd a scegliere Gualtieri, per evitare il disastro Michetti. La prossima volta fai meno la ‘fenomena’, dai retta a Silvio e candida Bertolaso”.

Michetti, in testa seppur di poco, nella corsa per il secondo turno cerca di accattivarsi le simpatie grilline, annunciando che prenderà “un caffè” con la Raggi (che ne ha un altro in programma però pure con Gualtieri).

Riccardo Annibali