Si legge sui social, i giornalisti di tutto il mondo la stanno citando, Pep Guardiola l’ha tirata fuori durante un punto stampa alla fine del match di Champions League. “Non mi importa cosa Diego abbia fatto della sua vita, mi interessa ciò che ha fatto alla mia”.  È la frase attribuita allo scrittore e disegnatore argentino Roberto Fontanarrosa, morto nel 2007 a 63 anni. Un autore nel solco della grande tradizione letteraria del Sudamerica dedicata al futbol. È spesso citato insieme con altri autori del calibro di Osvaldo Soriano ed Eduardo Galeano. Una frase diventata emblematica – nei giorni in cui editorialisti, giornalisti e conduttori hanno fatto un gran parlare del “lato oscuro”, della faccia maledetta e della parte sporca della vita del Pibe de Oro (dalla droga all’alcol alle accuse di evasione fiscale) – proprio perché anti-moralisti e anti-bacchettoni.

Maradona è morto nel pomeriggio del 25 novembre. Aveva 60 anni. È morto a causa di un arresto cardiorespiratorio. La notizia della sua morte ha fatto rapidamente il giro del mondo monopolizzando i palinsesti delle televisioni e le prime pagine del giorno dopo. Tributi e omaggi gli sono stati dedicati soprattutto tra Buenos Aires e Napoli, le città dov’è cresciuto e dove si è consacrato. La sua vita, carriera, parabola umana – che supera sceneggiature e romanzi per fantasia e temerarietà – ha ispirato centinaia di libri e di film.

“La prima volta che lo vidi è stato quando giocava nell’Argentinos Juniors – ha scritto Fontanarrosa nel suo No te vayas campeòn – nel Parque Independencia. Ci fu qualcosa che mi impressionò in quella partita, oltre alla sua criniera arricciata. Giocava come un veterano, o almeno così mi sembrò quel pomeriggio”. E poi: “L’incontro di Maradona con Brindisi (Miguel Angel, ex calciatore ed ex allenatore, ndr) al Boca Juniors fu come l’incontro di due anime gemelle, di due spiriti sensibili ai quali, in qualsiasi momento, il destino avrebbe unito in una comunione degna di essere cantata da Armando Manzanero (musicista e compositore messicano, ndr)”.

CHI ERA FONTANARROSA – Roberto Fontanarrosa è stato umorista, scrittore, disegnatore e vignettista. È uno degli intellettuali più amati in Argentina. Grande tifoso del Rosario Central, era soprannominato “el negro”. La sua carriera di vignettista esplose intorno agli anni ’70. Le sue strisce erano un appuntamento fisso per i lettori. Negli anni ’80 la sua produzione narrativa è diventata più prolifica. Spesso narrava di calcio. In Italia è pubblicato dalla casa editrice, specializzata nel genere sportivo, 66thand2nd.