Municipalità, che caos. Sono passati sette mesi da quando Gaetano Manfredi è stato scelto per guidare Palazzo San Giacomo ma degli assessori nei 10 parlamentini neanche l’ombra. I termini sono scaduti. E mentre è attesa per oggi la riunione di maggioranza nella speranza di trovare una quadra e nominare i 40 assessori per le dieci municipalità cittadine, per altro in tutte ha trionfato la maggioranza del Sindaco, spunta l’ipotesi commissariamento. «In attuazione dell’art 136 del Dlgs. 267/2000, che mi conferisce poteri sostitutivi in caso di inadempienza, e trascorsi inutilmente i termini dati, ho provveduto alla nomina del Commissario ad acta per le nomine degli assessori delle Municipalità di Napoli».

Una decisione gravissima per il sindaco, annunciata dal Difensore Civico della Regione Campania, avvocato Giuseppe Fortunato. «Gli assessori delle Municipalità svolgono necessari compiti preparatori e attuativi con responsabilità anche operative – ha spiegato Fortunato – Le protratte mancate nomine degli assessori, nonostante l’invito e il decorso del termine fissato, compromettono la gestione di pubblici servizi, così come delineata dalla normativa. Alla luce di ciò – ha aggiunto – tramite apposito Commissario ad acta, in base a criteri preventivi, trasparenti, comparativi e oggettivi, basati su job description, e previo avviso pubblico, aperto alle migliori energie, si provvederà alla nomina degli assessori municipali secondo criterio meritocratico per garantire la funzionalità dei servizi municipali e la tutela dei diritti dei cittadini». Se non riescono a mettersi d’accordo, ci penserà il commissario a nominare gli assessori. In sette mesi frizioni interne non hanno portato a nulla, si litiga a discapito dei cittadini che hanno servizi ridotti ai minimi termini.

Quando ce li hanno. Domani i partiti di maggioranza, Partito Democratico, Lista Manfredi Sindaco, Movimento 5 Stelle, Azzurri Noi Sud Napoli Viva, Napoli Libera, Noi Campani per la Città, Napoli Solidale Sinistra, Adesso Napoli, Europa Verde, Centro Democratico, Moderati, si incontreranno. Ogni partito ribadirà le sue richieste, tenendo presente che si dovrà rispettare la quota rosa. Nel frattempo, in attesa della fumata bianca, il sindaco Manfredi ha replicato al difensore civico. «La democrazia non può essere commissariata, credo che ognuno debba fare il proprio mestiere – ha affermato – In questi mesi ho lasciato ai partiti la decisione per trovare un equilibrio politico e per fare proposte sulle Giunte. Aspetterò qualche altro giorno, ma se non ci sarà una sintesi dei partiti deciderò io». Deciderà pure lui, ma in ritardo. Molto in ritardo. Il Sindaco non è il solo a rischiare di essere commissariato, il Partito Democratico regionale rischia di fare la stessa fine. A causa delle frizioni interne, infatti, i democratici potrebbero non trovare la quadra per la nomina del segretario regionale del partito.

A mettere fretta ci ha pensato il segretario del Pd Enrico Letta. «Sulla questione del partito regionale semplicemente ci sarà un’assemblea regionale, assemblea che non si era mai riunita, questa la situazione che ho trovato – ha spiegato Letta, che ha preso parte ad un confronto organizzato dai sindacati europei di area progressista a Napoli – L’assemblea regionale dovrà trovare una soluzione, eleggere un segretario o una segretaria. Se questo avverrà bene, se questo non avverrà prenderemo le opportune decisioni a livello nazionale. Le regole sono queste per le quali mi aspetto che l’assemblea regionale faccia scelte giuste, sono liberi di fare le scelte giuste e trovare un accordo che dia al partito regionale una guida autorevole» ha concluso Letta. Insomma, un partito che non riesce a trovare una quadra né a livello cittadino né a livello regionale. Riesce, però, a esultare per vittorie che vittorie non sono (vedi il Patto per Napoli, l’inaugurazione di Piazza Municipio, la riapertura della Funicolare di Mergellina). Un partito troppo impegnato in beghe che non interessano a nessuno se non ai politici politicanti. L’ultima? La guerra interna per il terzo mandato di De Luca. «Sarà tema di discussione nazionale» sottolinea Letta.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.