Alexei Navalny sarebbe stato avvelenato nell’albergo in cui aveva pernottato a Tomsk, in Siberia. L’ipotesi è stata avanzata da specialisti tedeschi. Tracce del gas nervino di classe Novichok, usato secondo le accuse per l’avvelenamento dell’oppositore russo, sarebbero state ritrovate su una bottiglietta d’acqua di quelle messe a disposizione gratuitamente nelle stanze. A farlo sapere i colleghi del Fondo Anticorruzione di Navalny sul profilo Instagram dello stesso dissidente.

I collaboratori hanno postato quindi un video che riprende la raccolta, nella stanza dello Xander Hotel, di eventuali prove dell’avvelenamento un’ora dopo la notizia del malore di Navalny. L’ipotesi avanzata è che quindi il dissidente sia stato avvelenato prima che giungesse in aeroporto. “Si è deciso di raccogliere tutto ciò che poteva anche essere ipoteticamente utile e di consegnarlo ai medici in Germania. Era abbastanza ovvio che il caso non sarebbe stato indagato in Russia”, recita il post. Due settimane dopo, continuano a spiegare sul profilo di Navalny, un laboratorio tedesco ha trovato tracce di Novichok su una delle bottigliette messe a disposizione gratuitamente. Successivamente altri laboratori avrebbero confermato l’analisi. “Ora capiamo – chiosa – l’avvelenamento è stato fatto prima che lasciasse la sua camera d’albergo per andare in aeroporto”.

IL CASO – L’affaire Navalny è diventato una sorta di intrigo internazionale con grandi potenze a lanciarsi accuse a vicenda tra ipotesi di avvelenamento e di complotti. L’avvocato 44enne, principale oppositore del Presidente Vladimir Putin, ha accusato un malore lo scorso 20 agosto mentre era a bordo di un aereo partito dalla Siberia e diretto a Mosca. Navalny veniva da alcuni appuntamenti elettorali. Solo l’atterraggio di emergenza messo in atto dal pilota del velivolo ha salvato la vita al dissidente.

Dal 22 agosto è stato ricoverato all’ospedale La Charité di Berlino. I medici tedeschi sostengono l’avvelenamento da Novichok, gas nervino letale sviluppato tra gli anni ’70 e ’80 in Unione Sovietica. Lo stesso agente era stato usato per colpire l’ex spia russa Sergej Skripal a Salisbury. Svezia e Francia hanno sostenuto la stessa ipotesi. L’Europa chiede chiarimenti alla Russia che respinge le accuse. Un funzionario presso l’Onu ha avanzato una tesi complottista per colpire Mosca che ha chiesto di poter interrogare l’oppositore in Germania. Navalny, che due giorni fa si è mostrato per la prima volta su Instagram – respira da solo ma potrebbe soffrire per sempre delle conseguenze del malore – ha espresso l’intenzione di voler tornare in Russia e di non voler vivere “in esilio” per tutta la vita.

Redazione