“Le prossime settimane si preannunciano molto complesse, non possiamo abbassare la guardia”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, alle prese con nuovi contati da Coronavirus che nella giornata di ieri hanno superato quota 19mila, è ormai pronto a firmare un nuovo Dpcm per inasprire ulteriormente le misure per tentare di contenere la diffusione del virus nel Paese.

Se non proteggiamo la salute non possiamo proteggere l’economia“, ha spiegato il premier in un video-intervento all’assemblea della CNA, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa. Per la nuova stretta Conte si è riunito in un vertice con i capi delegazione della maggioranza e i ministri, una riunione necessaria anche per fare il punto sulla situazione di Napoli dopo gli incidenti di ieri sera. Nel pomeriggio il ministro della Salute Roberto Speranza ha anche convocato il Comitato tecnico scientifico, una riunione per confrontarsi con gli esperti sulle possibili nuove misure per frenare la crescita dei contagi.

LA RIUNIONE CON LE REGIONI – Non solo. Nel pomeriggio ci sarà anche un confronto tra esecutivo e Regioni con una Conferenza delle Regioni, come confermato dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti durante una diretta Facebook. “Questa mattina ho sentito il ministro degli Affari regionali Boccia, il presidente conferenza regioni Bonaccini, e molti colleghi con cui mi lega un rapporto di amicizia e impegno comune sul fronte delle regioni. Nelle prossime ore credo torneremo a riunirci anche con il governo, qualche misura in più andrà presa. Noi ne abbiamo chieste molte sul piano sanitario, abbiamo chiesto facilità di assunzione, perché chi si sta sforzando oggi deve poter sapere che avrà un lavoro anche domani nei nostri ospedali. Abbiamo chiesto di semplificare le procedure di traccia mento, di poter usare professionalità anche diverse per ricoprire ruoli dove troviamo poche persone da assumere”, ha detto Toti.

LE NUOVE RESTRIZIONI – Sul tavolo ‘ballano’ diverse misure, che rappresentano i diversi orientamenti all’interno dell’esecutivo, dall’approccio più morbido di Conte a quello più duro del ministro della Salute Roberto Speranza.

Secondo una bozza del Dpcm, a decorrere dal 26 ottobre le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar,pub,ristoranti,gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni le predette attività sono consentite dalle ore 5 fino alle 18. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive “limitatamente ai propri clienti”.

 Il consumo al tavolo resterebbe consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.

Per quanto riguarda palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, da lunedì entrerebbe in vigore la sospensione della attività.

Quanto agli spostamenti, nella bozza del Dpcm non sarebbe più espresso un divieto, come fu per il lockdown in primavera, ma “è fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”.